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Sent: Monday, January 10, 2005 2:28 PM
Subject: URGENTE : "Uno Mattina" di martedi 11/10 - Dibattito "adozioni"
Gentile Redazione,
Io sono una madre naturale in cerca della figlia data in adozione in Italia nel 1987. Vivo in Belgio, e non posso spostarmi perché ammalata:
mi batto a fianco del sito "Astronascente" (di cui il gestore Loris Coen Antonucci è stato invitato alla trasmissione) per il diritto alla conoscenza delle origini dei figli adottivi
non riconosciuti alla nascita, ma anche perché le madri biologiche che lo desiderano possano, anche loro, un domani, ricevere notizie di un figlio dato in adozione.
La mia vita è stata pubblicata di recente (novembre 2004) sul Secolo XIX (articolo a cura di Marco Menduni), ho creato un sito
personale 3 mesi fa dove troverete più ampie informazioni, e gestisco un forum MSN privato il cui accesso pero' rimane privato e destinato a raggruppare altri genitori naturali.
Mi piacerebbe poter intervenire in diretta per telefono durante la trasmissione, anche se saro' a letto con la febbre perché in cura con un
vaccino anti-tumorale dagli effetti secondari pesanti.
I miei dati sono:....................
Grazie in anticipo per un' eventuale risposta.
De :  SOSAeA
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Envoyé : 14/01/2005 15:18
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Perché non cerco
“più attivamente” mia figlia...?
Una bellissima domanda che mi è stata fatta oggi sul forum di Astronascente.
Mi ha permesso di chiarire molti punti anche con me stessa. Vi copio dunque la mia risposta:
Terza ed ultima puntata...
Poi vengono le domande riguardo alla ricerca di mia figlia... Le più delicate... perché le risposte potrebbero ferire la sensibilità
di molti figli adottivi, e percio’ non desidero allargarmi troppo in pubblico su queste cose. I dibattiti più intimi, tipo questo, si svolgono sul mio gruppo privato, al quale ti darò
ovviamente il benvenuto se ti farà piacere parteciparvi.
Comunque, nelle grandi linee, ti posso dire questo:
- non la cerco attivamente, perché lei è stata riconosciuta alla nascita, e che fra 3 anni, la legge le consentirà di
rintracciarmi.
- non la cerco attivamente, perché sta di fatto che “non tutti i figli” vogliono sapere, che molti figli vivono la loro adozione
serenamente, e che non mi sento il diritto di andare a “piombare” all’interno di una famiglia che forse non ne vuole sapere assolutamente nulla di me... mia figlia compresa.
- non la cerco attivamente, perché penso che 22 anni non sia un’età ancora sufficientemente matura per affrontare certe scoperte e
certe verità che, temo, possano fare forse più del male che del bene, e che, di conseguenza, più gli anni passano per rimandare un incontro tra noi, meglio è.
- non la cerco attivamente, perché “ritrovarla” non è un’esigenza profonda mia. Io sono in sofferenza per tante cose della vita, ma
non per questa separazione forzata dagli eventi da mia figlia, che ormai è una figlia mia soltanto per via di fattori ereditari, e niente più.
Tu devi vedere in me non “una madre”, ma piuttosto “un difensore” di una causa che ritengo giusta, perché sono convinta che il fatto
di tenere nascosto le proprie origini biologiche ad un individuo sia molto più distruttivo che costruttivo.
Io ora lotto a fianco a voi, non per me né per mia figlia, ma per tutti voi figli adottivi senza radici, perché ritengo che privare
un individuo dalla sua identità biologica e dalla verità sia una cosa del tutto disumano.
- non la cerco attivamente, perché, come la maggior parte delle donne che ha rinunciato ad un figlio, ho sofferto molto “ai miei
tempi”, ma poi “ho rimosso” ogni forma di sentimento, ho voltato pagina...
Oggi desidero soltanto poter “proteggerla a distanza” piuttosto che veramente poter “riabbracciarla”... Vorrei poter informare i
suoi genitori dei rischi che corre sul piano della salute, a fine di prevenzione, vorrei poter farle avere il suo “album di famiglia”, a fine di rassicurarla sulle sue origini (che
sono, se cosi si può dire, “di sangue buono”), farle sapere del nostro percorso di vita insieme, di chi è suo padre, e di altre
cose segrete che deve sapere soltanto lei...
Ma, tutto questo, preferirei poterlo fare da lontano, invece che in un “faccia a faccia”... che rischierebbe di ferirla ancora di più...
Ma è anche ben probabile che questa forma di voler ritrovarla “pure mantenendo le distanze tra di noi” allo scopo di proteggerla,
sia, tutto sommato, anche essa una prova “d’amore biologico”... Ma a modo mio...
Ecco, carissima M..., perché, come ho scritto sui giornali (e come, con coerenza, ripeto da anni), mia figlia, la sto “aspettando”,
ma non la sto “cercando”...
Vorrei poi concludere con questa mia convinzione personale in quanto al fine dell’adozione:
Cio’ che lega due persone in generale, ed in questo caso, un genitore ed un figlio, è “il condividere”.
- Con i genitori adottivi si condividono tutti i vari tipi di sentimenti (di amore, di affetto, di complicità, di rispetto, ecc), le
gioie e i dolori, le idee, i progetti, tutto un percorso di vita...
- Con i genitori naturali si condividono tutti i geni ereditari che scorrono nel sangue di un individuo, la fisionomia, la trasmissione di tutta una serie di altri vari fattori fisici e
fisiologici.
È assurdo voler cancellare l’importanza del ruolo della madre naturale durante il processo di crescita di un figlio adottivo: tutte
e due le madri fanno parte integrante della sua vita
Perché un’adozione del tutto riuscita si costruisce in tre, non in due!
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To: .................................
Sent: Friday, January 14, 2005 10:29 PM
Subject: Il tuo msg sul forum
Ciao ..........,
........... Capisco che la tua posizione non è facile e che sarebbe nell'interesse di tutti che si collabori davvero tutti
insieme, ma per questo è anche davvero troppo tardi. L'Italia è grande e c'è spazio per 2 associazioni diverse. In Francia sono più di dieci e ottengono lo stesso dei risultati in termini
di ritrovamenti (purtroppo, in termini di leggi, un po' meno)... Noi stiamo lavorando moltissimo per mandare avanti una lotta e una forza nuova, molto diversa da quella di Faegn, e stiamo
mettendo in moto a grande velocità tutto quello che loro non hanno saputo fare in tutti questi anni.
Le domande da te sollevate sono di grande interesse, ma vanno dibattute tra di noi, cioè sul gruppo privato, perché è li'
che troverai le persone su di chi so di poter contare e che ti possono essere di aiuto per sostenerti, ed è li' che costruiamo le basi delle nostre azioni comuni.
Il tuo messaggio è dunque benvenuto sul forum privato (e gentilmente rispettando le classifiche delle varie bacheche, in modo
che rimangano sempre di facile navigazione e consultazione per i nuovi arrivati (e che non si trasformi in un casino come quello di Faegn!)...
togliendoci pero' anche il nome di Faegn che non voglio più vedere nominato da nessuna parte sui i miei spazi. Ormai ognuno per la sua strada... e penso sia meglio che non si incrocino...
perché sai che se devo "attaccare" non me lo faccio dire due volte LOL .-))))
Detto questo, CERTO CHE TI AIUTO PER LE TRADUZIONI!! E per altro se posso. Non ti
dimenticare pero' che ho ripreso la lotta solo 3 mesi fa e che parto praticamente da zero, sempre tutta da sola come madre naturale. Ma una lotta mediatica
la posso fare anche dal Belgio e dal computer, non c'è bisogno di essere in Italia per questo (guarda Nathalie Margiotta che gestisce tutto - sito, 2 forum e associazione -
dall'Etiopia!) e li, siamo già sulla buona strada!
A presto per delle belle notizie credo...
Michèle
Da: 
SOSAeA
Inviato: 02/04/2005 13.05
Carissima N...,
Ti ringrazio per la tua testimonianza: hai espresso e riassunto molto bene i vari sentimenti e bisogni psicologici fondamentali che accomunano
quasi tutti i figli adottivi. Ho creato questo sito perché, io personalmente, ne ho preso coscienza già da molto tempo; ma purtroppo, fin’ora, sembro essere l’unica...
E riuscire a capirvi è stato un cammino lungo e faticoso anche per me, credimi: i nostri due mondi sono
spesso cosi lontani e diametralmente opposti
A me, le ragioni per cui una donna possa abbandonare un figlio e poi non fare nulla per ritrovarlo mi appaiono cosi evidenti e già cosi ben’ evidenziate da tutte le
persone specializzate nel campo dell’adozione da decine anni, che non capisco come fate voi a non capirle.
Ma ogni storia (adottiva o biologica che sia) è a sé, non ci sono regole, una spiegazione che fa per l’uno non fa per l’altro.
Io non detengo la verità, e come te posso soltanto fare un sacco di ipotesi e supposizioni. Perciò, su questo sito (link) faccio in modo di fornirvi delle risposte fondate esclusivamente su delle storie
vere (e non frutto dell’imaginazione o di fantasmi), raccontate da queste prime protagoniste della storia che sono le vostri madri biologiche (e che non sempre si possono chiamare “mamma”), o
fondate su degli studi condotti da veri esperti (autori, sociologi, psicoterapeuti, inchieste governative o giornalistiche “serie”, ed altro...), perché nell’attesa di ricevere altre
testimonianze “in diretta” da altri madri di nascita, mi sembra che questa sia la maniera più concreta e più obiettiva di darvi delle risposte.
Per quanto riguarda la tua storia personale, il mio sentimento è che, sicuramente, al momento della tua nascita, la tua mamma non aveva
“l’intenzione” di abbandonarti, visto che ti ha riconosciuta e tenuta con sé per un pò. Se non, lo avrebbe fatto subito dopo il parto.
Ma poi, cosa le sarà successo? Soltanto lei può saperlo, e non sta agli altri giudicarla, non ha commesso nessun crimine: al contrario, ti ha dato alla luce...
Ricordati comunque che una donna che lascia un figlio è sempre
“la prima” vittima della storia, in quanto si sarà più che probabilmente ritrovata “in quel brutto momento” (perché ritrovarsi accidentalmente incinta, in un momento
sbagliato ed in condizioni non adeguate, di un figlio non desiderato, non è né una gioia, né “un dono”, né “una benedizione dal cielo”.. ma piuttosto una vera e propria tragedia!!),
disperatamente “abbandonata” da tutti quelli che la circondavano in quel momento.
Dopodiché ci sono le mamme che non dimenticano mai, e ci sono le mamme che vogliono dimenticare subito e in fretta; ed infine, ci sono
quelle che, come me, “hanno finito per dimenticare”.
Ci sono quelle che cercano per tutta la vita, e ci sono quelle che non cercheranno mai e che addirittura “chiuderanno il portone a vita”,
anche nel caso in cui venissero ritrovate dai loro figli.
Ed infine, ci sono "quelle della via di mezzo", che come me, non cercano attivamente, ma che, più per senso del dovere che per amore o per richiamo
del sangue, lasciano la porta aperta ad un eventuale ritrovamento, senza sapere cosa ne verrà fuori...
Con questo, il quadro non è ancora del tutto completo, perché bisognerebbe anche aggiungerci tutti i gravissimi casi sociali o psichiatrici, i
casi di malattia o morte prematura... ma lasciamo da parte queste situazioni del tutto particolari.
Spero con tutto il cuore che la tua appartenga alla prima categoria, perché in tale caso, dato la tua giovanissima età, hai tutte le probabilità di ritrovarla un giorno. Prima o poi scoprirà il
potere gigantesco dell’Internet... e ci troverà!
Noi lavoriamo perché questi vostri appelli finiscano per arrivare “anche fino alle mamme della terza categoria”, la strada sarà un pò più lunga, ma vedrai che
prima o poi ce la faremo!
Ma se purtroppo “lei” dovesse invece appartenere alla seconda categoria... allora, sarà meglio tentare di metterti il cuore e l’anima in
pace facendo anche te, come lei, “una croce definitiva sul passato”, rassegnandoti e trovandoti tante altre belle ragioni di vivere, perché contro “quella” realtà, non c’è verso che tenga, vai
diritto contro il muro...
Prenditi il tempo di leggere attentamente tutti i messaggi che pubblico su questo sito, vedrai che ci troverai già un mucchio di risposte...
Una mamma che non cerca ma che fa in modo di farsi trovare. 
Da: 
SOSAeA
Inviato: 14/05/2005 13.05
Cara N....,
Anche se detesto questo genere di messaggi personali, mi sento in dovere di risponderti, perché non vorrei che il mio silenzio venisse frainteso o che pensassi che i tuoi interventi
non mi siano piaciuti, tutto al contrario! Sei e sarai sempre benvenuta da me, perché ogni tuo singolo post è sempre interessantissimo, e ti posso assicurare che, se avessi più tempo a
disposizione, sarei felice di potermi fare delle lunghe chiacchierrate molto più approfondite con te (anche se, secondo me, servono a poco perché alla fine ognuno resterà comunque sulle proprie
posizioni): ma purtroppo, questo maledetto tempo, non ce l'ho. Percio', qui mi limito ad "informare e a documentare", e niente più (vedi pagina "regolamento", penso mi ci sia espressa molto
chiaramente).
Mi piace molto il tuo modo di esprimerti e di analizzare le situazioni, dal tuo punto di vista ovviamente. Volevo solo dirti che io non ho «studiato» assolutamente nulla (magari l'avessi fatto, non mi sarei trovata tante volte senza un lavoro e quasi in mezzo alla strada!), ho soltanto letto - e
continuo a leggere ogni giorno - talmente tante testimonianze e storie di figli adottivi sia «in diretta" sul Web e/o in privato che sui giornali, che
penso di essere ormai sufficientemente «arricchita» e preparata per poter capirvi... Ma sempre solo
«fino a un certo punto»... visto che apparteniamo sempre a due mondi estremi e per conto mio, radicalmente opposti
che non si capiranno mai, o molto raramente. Lo dimostra anche la piccolissima percentuale di riuscita in caso di ritrovamenti o di tentati ricongiungimenti affettivi...
Vediamo dunque ora di esplorare anche un po' il misterioso mondo delle madri biologiche, perché io sono curiosa quanto te di scoprire le loro storie e le
loro motivazioni.
Ho attualmente decine e decine di pagine (tra articoli, storie, testimonianze, e notizie) che dormono nel cassetto perché in attesa di traduzione, e non è perdendo tempo a polemizzare o a
filosofare che potro' mai andare avanti. Per questo ho chiuso la porta alla comunicazione. Qui c'è bisogno di lavoratori e non di pensatori... Ci
sono mille cose da fare. Tante teste, ma poche mani che si attivano... Quindi, se hai voglia di renderti utile, c'è posto anche per te!
Ti posso anche assicurare che ho il massimo rispetto per la vostra sofferenza, che comprendo perfettamente il vostro dolore (e solo per questo ho lanciato degli
appelli a mia figlia, perché io personalmente non sono in sofferenza, bensi sollevata di saperla (visto che sono riuscita a saperlo) al riparo di tutte le disgrazie e difficoltà materiali ed
esistenziali che io e te abbiamo attraversato) e che intratengo delle bellissime corrispondenze private con molti di voi. Non fidarti mai
delle apparenze...
Un bacione, magari ci risentiremo più avanti, io provo a tornare alle mie traduzioni! 
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To: ..............
Sent: Saturday, June 11, 2005 5:36 PM
Subject: "Migrazione" progressiva...
Ciao a tutti,
Voglio informarvi che piano piano il mio gruppo MSN privato verrà soppresso perché dato il continuo aumento di contatti privati e data la
rapida espansione che la nostra lotta comune sta prendendo - specie tra Francia e Italia - non mi è più possibile assumere sempre tutte le traduzioni di tutti i testi, articoli o annunci
interessanti da pubblicare in due lingue diverse. Percio' certe cose verranno ancora tradotte, altre no, ma il tutto si raggrupperà su di un solo ed unico gruppo, quello pubblico.
La versione francese sta iniziando, e riunirà i lettori sia di lingua italiana che di lingua francese.
Chi resta interessato a seguirmi, viene dunque invitato a «migrare» su SOSA&A (link). Questo gruppo sarà l'unico ad essere regolarmente aggiornato.
Un caro saluto a tutti
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To: .........................
Sent: Friday, December 09, 2005 10:58 AM
Subject: Re: Urgente!
Mi spiace, ma ti leggo solo stamattina, ieri ho spento il computer per guardarmi la TV, ma ai soliti orari serali (dopo le 19:00 per
spendere meno) puoi sempre chiamarmi. Puoi chiamare quando vuoi, tutto al più esco fare un po' di spesa. Spero non si tratti di nuovo di farmi venire d'urgenza in
TV, perché lo sai che fra poco saro' in ospedale (non conocsco ancora la data)
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To: ..........................
Sent: Sunday, December 11, 2005 7:37 PM
Subject: Mi figlia
Ciao a tutti e due,
Ecco le mie prime reazioni dopo la notizia che mi avete dato e che, come lo prevedevo, mi ha procurato più rabbia e noia che gioia,
dato che non è mai stato nelle mie intenzioni cercare attivamente mia figlia, ma come ho ripetuto mille
volte, di aspettare che lei mi cercasse.
Sento la notizia più come una sentenza di morte che si avvicina (anche perché arriva insieme a questa mia ricaduta) che come un felice
evento perché ho sempre avuto il sentimento e la convinzione che avrei trovato mia figlia prima di morire, come se questo fosse la sola ed unica cosa che mi restava da fare prima di
partire e per riscattarmi di tante cose della vita.
Qua sotto, troverete il testo che ho difuso in privato tra le persone che conosco e che riflette esattamente il mio
pensiero.
Per quanto riguarda il seguito da dare a questa vicenda, non autorizzo nessuno ad
entrare in contatto diretto con mia figlia né tanto meno a farle sapere nulla di tutto questo. Quando me la sentiro' e che mi verrà
l'ispirazione giusta, scrivero' alla sua madre adottiva che è la sola persona ad avere il diritto di intromettersi nella vita di Eleonora e che saprà, meglio di chiunque altro, se è
il caso di andare a scombussolargliela o meno.
Se si riesce a non perdere le sue traccie e seguirla a distanza e nell'ombra, ovviamente questo mi farà piacere, ma
una notizia simile rischierebbe anche di farle perdere il lavoro! E poi, ho ormai troppi esempi di ricongiungimenti falliti (più dell' 80%), ed in modo traumatico (con madre e figlia
che dopo devono ricorrere a dei psicoterapeuti per venirne fuori), per permettere che questo avvenga un'altra volta. E ho le mie buone ragioni per pensare che questo sarà una
nuova tragedia per mia figlia e non una gioia.
Ben almeno, ora so a chi mandare e indirizzare il mio testamento, solo quello volevo, niente
altro...
Ancora non so se devo ringraziarvi o meno, mi ci sono voluti anni di pianti per sotterrare il passato che, come
previsto, ora torna a galla, ma è su la mia sofferenza personale che piango, e questa sofferenza non ha nulla a che fare con mia figlia a cui ho rinunciato non “per amore”, ma con grande sollievo. Per ora, quello che mi sento di dire, è
grazie per avermi rovinato completamente il Natale.
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Il testo:
L’altro ieri sera mi è arrivata una telefonata dall’Italia: l’equipe “Astro Nascente” ha
ritrovato mia figlia!
La notizia non mi entusiasma più di tanto, direi anche che mi lascia di ghiaccio, poiché resto fedele a me stessa, alle mie idee e ai miei principi di sempre in merito all’argomento:
avrei voluto che sia lei a cercarmi e a trovarmi, e non il contrario, e non ho chiesto a nessuno di fare ricerche per
me. Per me, la scelta del figlio di voler cercare e conoscere la propria storia o meno (in primo luogo) e il rispetto della famiglia adottiva (in secondo luogo) devono passare
prima di qualsiasi altra cosa. Tanto più che, nel mio caso, non ho veramente nulla di piacevole da dire a mia figlia. Percio’ sono molto scettica in quanto ad andare a sconvolgerle la vita
un’altra volta.
Eccomi dunque nello stesso pasticcio di tanti altri: cosa fare per fare bene...? Per fortuna, e
contrariamente a tante altre persone che cercano, non nutro nessuna illusione riguardo all’esito di quel eventuale futuro rincongiungimento. Una porta si è chiusa definitivamente
18 anni fa, un’altra porta forse si aprirà, ma in nessun caso ci puo’ essere continuità tra le nostre storie e vite respettive. Il taglio c’è, e resterà per
sempre.
E se “lei” non sapesse di essere adottata? In tutti
questi anni, lei non mi ha mai cercata: quali sono i suoi motivi? Avro’ il diritto di
“imporrle”
una verità nonché una storia molto pesante da sentire e da digerire che forse per ora non desidera nemmeno conoscere? Mi pongo queste domande domande da anni, ed ora che
mi ritrovo di fronte alla prova della verità, nulla cambia, non sento né nulla di più, né niente di meno di prima, neanche un bricciolo di emozione, né ho voglia di entrare in contatto diretto
con lei.
Sono nel più assoluto diniego di maternità sul lato affettivo e biologico, resto convinta che
questo ritrovamento sarà un fallimento e, sopratutto, un nuovo dramma per mia figlia.
Sapere dov’è per poterle consegnare un domani il suo “album di famiglia” quando io non ci saro’ più era il mio scopo principale e cio’ mi bastava ampiamente. Procederò dunque soltanto per la
sua madrina di battesimo (la mia migliore amica da 25 anni) e per altre persone che l’hanno conosciuta da piccola e che
la accoglieranno a braccia aperte con tanto più “amore” di me.
Ho sempre detto e pensato che la ricerca delle origini era una cosa splendida quando tutte e due le due parti si cercano, ma che in una ricerca “a senso unico” il rischio di dare vita ad una
nuova tragedia è molto elevato. Mi aspettavo di essere trovata, poiché allora sarebbe stata la “sua” scelta, la “sua” esigenza profonda, ma non che la si trovasse
per me.
Dunque per ora, non succederà niente, non ho neppure voluto sapere il suo N° di
tel. (cioè, quello della sua madre adottiva con chi hanno già parlato al telefono, con una scusa naturalmente). Ora so che le hanno lasciato il suo nome di nascita, Eleonora, e che lei già
lavora, si conosce il nome della ditta dove lavora, ma sembrerebbe che sia sul punto di trasferirsi altrove, percio' se contatto ci dovesse essere, il tempo stringe; altrimenti si corre il
rischio di perdere nuovamente la sua traccia...
Per ora, la mia mente e il mio cuore sono sempre di ghiaccio: nessuna gioia, solo molta
apprensione. Penso solo a non farle del male un’altra volta, e resto fin’ora convinta che non dirle niente è il modo migliore per
proteggerla. 22 anni, non è l’età giusta per poter smaltire senza danni certe penose
rivelazioni.
Santo cielo, quant'è complicata la vita"...
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To: ..............................
Sent: Monday, December 12, 2005 12:59 AM
Subject: Un piccolo pro memoria
Perché non cerco “più attivamente” mia figlia...? (14/01/2005)
Tenendo conto di queste premesse che sono state pubblicate su 3 siti diversi, penso che la minima cosa da fare era di parlare prima con
me di questo progetto di intraprendere delle richerche, e non di mettermi di fronte al fatto compiuto e tutto cio' alla mia insaputa. Non ho mai incaricato nessuno di investigare per me, se lo avesse desiderato lo avrei chiesto, e se non l'ho chiesto è perché avevo le mie valide ragioni. Per questo sono molto in
collera, non si puo' prendere delle simili iniziative senza il consenso della persona interessata di cui non si sa nulla se non quel poco che viene pubblicato su di un sito
web e che non rispecchia che una piccolissima parte di una vita e di una realtà.
So benissimo che tutto cio' partiva da un bel sentimento di generosità, ma il male è fatto lo stesso, ormai passero'
“le feste” (...!) non solo nel dolore fisico ma anche
nel più gran tormento psicologico, spero solo vi serva di lezione per il futuro.
Va ben, mi passerà, ormai non mi resta più che a preparare questa lettera che andrà a scombussolare forse drammaticamente la
vita di altre persone.