Saturday 19 july 2008 6 19 /07 /Lug /2008 10:31

De : Belgianwoman  (Message d'origine) Envoyé : 25/03/2001 15:49

Grazie a E... per avermi fatto conoscere questo sito che sta certamente tra il meglio del Web e che è quindi da promuovere quanto più possibile.
Dopo avere letto tutte le vostre testimonianze, sono sempre più convinta di aver fatto bene a iniziare anch'io le mie ricerche, sebbene in senso contrario, visto che io sono una madre in cerca della sua figlia naturale, la quale mi è stata tolta dal Tribunale dei Minorenni di Genova 14 anni fa.
Si chiama ELEONORA, ed è nata ad ALBENGA (Savona) il 18 novembre 1982.
Nel 1987, l'hanno portata via dalla famiglia a cui l'avevo affidata (e a cui speravo di poterla lasciare) per darla in adozione, e da allora non ho mai più saputo nulla. Sono sempre stata tormentata dall'idea che la mia bambina possa essere finita in un istituto invece che in una vera famiglia, ma fin'ora non ho mai avuto i mezzi per intraprendere qualsiasi cosa.
La vita è stata dura anche con me, e penso che se una madre rinuncia a lottare per il proprio figlio, lo fa soltanto per il suo bene, colla speranza che egli riceva tutto quello che non si è in grado di dargli, non solo in quel momento, ma anche in un prossimo futuro.
Ma ora è arrivato il PC ed Internet, e la speranza di solidarietà è grande!
Forse un giorno tutti i figli e i genitori del mondo saranno riuniti...



Da: Belgianwoman  (Messaggio originale) Inviato: 01/04/2001 10.48

Grazie per i vostri numerosi messaggi di benvenuto: mi sono andati diritti al cuore, e sono sicura che avete tutti quanti una gran' voglia di farmi tante domande... Ho anch'io tante cose da dirvi, e vi avevo infatti già inviato un lungo messaggio, il quale purtroppo è andato perso a causa di qualche problema tecnico; mi tocca dunque ricominciare tutto da capo...
La mia speranza è che un giorno anche mia figlia abbia, come noi, la possibilità di accedere alle nuove tecnologie, il che non è dato a tutti, perché PC e ricerche su Internet sono delle vie ancora molto costose per una persona in difficoltà (come di sicuro lo è qualsiasi mamma naturale!): perché è questo, secondo me, lo handicap maggiore al ritrovamento di tante persone che senz'altro si stanno cercano. Nel mio caso comunque, perché da una vita intera, la mancanza di mezzi finanziari è sempre stata (fino ad oggi) l'ostacolo N°1 ad ogni iniziativa. Soltanto oggi, a 52 anni (dopo 30 anni di immensa solitudine e di tribulazioni di ogni genere) arrivo, a malapena, ad una sistemazione un po' più stabile e sicura. Ma ora che pensavo di potere finalmente tirarmi sù, la malattia mi ha colpita e ho davvanti a me solo pocchi anni per dare un passato ed una storia a mia figlia: devo trovarla in fretta e sento che la trovero'...



Da: Belgianwoman  (Messaggio originale) Inviato: 03/04/2001 21.22

Sono "fresca-fresca" su questo sito e non ho ancora potuto leggere tutto il contenuto di tante vostre anteriori discussioni; rischio dunque di dire cose già sapute e risapute da voi veterani... Ma essendo anche dall'altra parte della barricata, forse vedo le cose in modo diverso... e la prima cosa che mi viene in mente è che molti dei genitori che state cercando non possono essere altro che delle persone con immensi difficoltà d'inserimento sociale, magari molto povere o con poca istruzione (in questo sono probabilmente un'eccezione). Per questo penso che articoli su giornali o riviste famose senz'altro non sono alla loro portata (poi a tanti non piace molto leggere!). Io opterei piuttosto per giornalisti di quei "giornalini" più popolari, cioè quelli che si ricevono "gratis" a casa (piccoli annunci/"buoni affari"), e proverei ad inserire regolarmente una piccola publicità di poche righe, con l'URL di FAEGN: il "passa-parola" in quei ambienti puo' fare miracoli... Per colui che ha dovuto rinunciare ad un figlio, sicuramente basterebbe sapere che tale sito esiste su Internet per risvegliare in lui qualche speranza e la voglia di saperne di più, esattamente com'è successo a me! Iniziare delle ricerche per via tradizionale è un'impresa costosa che scoraggia chiunque non abbia tanti mezzi a disposizione, mentre ai giorni d'oggi, chiunque puo' trovare qualche conoscente che sia già un po' pratico di Internet...


Da: Belgianwoman Inviato: 07/04/2001 12.18

Ciao F....,

Anche mia figlia aveva quasi 5 anni quando  «mi è stata portata via» (con cio’, voglio dire che non necessariamente sei stato «volontariamente abbandonato» perché anche qui bisognerebbe fare une distinzione!), e lei sapeva già molto bene chi era la «sua mamma»… Spero dunque che nel suo subconscio anche a lei sia rimasto qualche vago o buio ricordo dei suoi primi anni di vita, e mi auguro che non aspetti fino a 35 anni per cercarmi…

Devi capire che una madre, dopo un «abbandono» farà di tutto per tentare di dimenticare quel figlio e di cancellare definitivamente dalla sua mente quel episodio della sua vita, perché sa di perderlo per sempreQuindi non ci pensa neanche ad iniziare delle ricerche per via legale, perché sarebbe una battaglia già persa in partenza

Ma per fortuna, i tempi stanno cambiando ad una velocità pazzesca, e sapere che ora bastanno forse solo pochi  “clic” di “mouse” per entrare in contatto col proprio figlio, secondo me, cio’ risveglierebbe qualsiasi coscienza e rifarebbe battere forte forte il cuore di qualsiasi madre…Impegniamoci dunque, tutti quanti, e con ogni mezzo, per far sapere dell'esistenza di questo sito e facciamo in modo che siano i genitori naturali a venire a voi, e non più soltanto voi a correre dietro a vostri genitori !!! Io, da madre naturale (con una lunga storia di vita sofferta…), è cosi che vedo le cose. Voi, che ne pensate?



De : Belgianwoman  (Message d'origine)                                                                              Envoyé : 11/04/2001 20:19

Guardando un po’ il registro di chi sta cercando, mi sento in dovere di dirvi che il cognome di nascita che certi forse saranno riusciti a scoprire potrebbe anche non essere quello della madre o del vero padre.
 
Nella mia storia, c’è anche quella stranezza: infatti, io non ho potuto dare il cognome mio a mia figlia quando è nata perché a quel momento ero ancora legalmente sposata in Belgio (un matrimonio combinato con uno straniero per questione di documenti), anche se già «separata» (l’ho conosciuto solo il tempo di firmare le carte e di fare un finto scambio di anelli!) da lui da anni…
 
Mia figlia è stata concepita in Italia ed è nata da una relazione con un uomo sposato (che non ne ha mai voluto sapere nulla di lei...) Pensavo dunque che da «ragazza-madre» che riconosce da sola il proprio figlio avevo il pieno dirittto di darle il mio cognome. Ma cosi non è stato, e mia figlia porta dunque un cognome «di nascita» (addiritura iugoslavo) che non ha nulla a che vedere né con me né col  vero padre. Per poter darle il mio cognome, questo mio «marito» (sposato in Belgio) avrebbe dovuto fare un disconoscimento di paternità, un problema che in mezzo a tutti i miei casini non avevo proprio tempo di risolvere.



Da: Belgianwoman Inviato: 26/05/2001 12.28

Ciao J....,

Anch'io ho intenzione di tornare prima o poi sull'argomento, proprio perché in Italia pochi giorni fa, ho avuto certe notizie del padre di mia figlia (che ora si è sistemato molto bene) ed il suo più totale e completo desinteressamento per quanto riguarda la mia sorte e quella di sua figlia "illegitima", mi ha fatto rimanere molto male... L'ho lasciato vivere la sua vita tranquilla per 19 anni, senza mai disturbarlo ne chiedergli niente ... Ma ora, penso che anche a lui, un giorno o l'altro, toccherà dover fare i conti con sua figlia... quando l'avro' trovata... La ruota gira per tutti... Per il resto, sono del tutto d'accordo con C.....

 

E, A PROPOSITO DEI «PADRI», VI INVITO A LEGGERE ANCHE QUESTO...


29/05/2001


............ Confermo di essere sempre pienamente d’accordo con C....... sull’argomento di questa famosa cosidetta «paternità»: anche nel mio caso, si è trattato di una vera e propria fuga del padre, e di un uomo che:

1) già aveva appena portato via la moglie «al suo migliore amico»…

2) aveva la moglie (o più esattamente, la convivente) «incinta» nello stesso periodo in cui stava con me…

3) ha vissuto con me una forte ed intensa «storia d’amore» durata  più di 3 mesi  e che sicuramente sarebbe durata ancora molto più a lungo se io non fossi accidentalmente rimasta incinta…

4) senza un attimo di esitazione, ha voluto portarmi «anche di forza»  in ospedale per abortire… e che è poi sparito dalla circolazione…

5) ha poi saputo della nascita di sua figlia e che ha rifiutato di vederla, mentre la bambina si trovava «a solo 2 metri» di distanza da lui… (cioè, nella macchina di dietro!)

6) sapeva in che situazione mi trovavo allora, e che una sola volta (su richiesta di aiuto da parte mia perché non avevo più  una lira in tasca in quel momento) mi ha fatto pervenire, tramite intermediario, un piccolo 50.000 lire, accompagnato dal seguente messaggio: «Che sia la prima e l’ultima volta che mi vieni a chiedere qualcosa».  E cosi è stato…

7) abitava a pochi chilometri da casa mia, sulla stessa strada ma che, in tutti quei anni difficili  non si è mai degnato di prendere qualche notizie di me (e di sua figlia)…

8) ha avuto la fortuna di capitare su di  «una straniera come me»…, perché conosco più di un’ italiana che, in simili circostanze, gli avrebbe fatto passare tanti di quei guai!

9) sicuramente ancora tutt’oggi, sta tremando di paura solo all' idea che questa storia venga un giorno a galla… Altro che «contento di ritrovarsi padre»!!!


Parliamo dunque anche di tutti quei padri che sanno benissimo di esserlo…


Nella mia vita ho avuto occasione di incontrare molte «ragazze-madri», sia in Belgio che in Italia, e vi posso assicurare che tutte quante, prima o poi, hanno fatto in modo di coinvolgere il padre (se sanno chi è, ovviamente!). Perché un figlio che si decide di tenere è quasi sempre il frutto o il ricordo di un amore che (per la donna) è stato importante…; mentre per l’uomo, era solo una scappatella, di più o meno lunga durata…

E se uso il termine «scappatella» invece  che «avventura» è perché nell’ambiente dei locali notturni (dai più squalidi ai più lussuosi) e della vita di notte in cui ho anche (e non solo) vissuto per lunghissimi anni, ho conosciuto soltanto uomini sposati, i quali rappresentano il 90% della clientela… E tutti quanti, un giorno o l’altro, finiscono per l'avere una storia extraconiugale, senza preoccuparsi minimamente del rischio di un sempre possibile «incidente di percorso»… Anzi, sono proprio loro i primi a chiedere di non usare il preservativo!

Ma poi, quando per noi donne si presenta «il problema» ed  «il gravissimo momento della scelta», chissà perché, improvvisamente tutti questi «grandi amori» volano via col vento… Chissà perché, ad un tratto, la famiglia, la moglie ed i figli diventano poi cosi importanti…!


Chissà perché, in quel momento, la responsabilità diventa soltanto «nostra»…!

Io allora (cioè, 22 anni fa), mi sentivo ancora abbastanza forte per farcela, anche da sola… A 33 anni, avevo ancora tante speranze davanti a me… Ma se allora, avessi mai potuto prevedere (o solo immaginare) l’amaro futuro che mi si preannunciava, o se oggi potessi tornare in dietro, non credo che, a questo tipo di «padre», gli permetterei più di godersi la vita e la sua famiglia cosi comodamente…

Io ho finito per rinunciare a mia figlia soltanto dopo essere arrivata al limite delle mie forze fisiche e mentali, ma lui non ha alzato un dito, ne per me, ne per lei… E adesso, per la prima volta, dopo tutti questi anni, provo rancore: perché ho saputo che lui sta molto bene ma che continua ad ignorarci tutte e due, come se non fossimo mai esistite… Ma come dicevo prima, la vita è una ruota che gira in continuazione e c’è un tempo per ogni cosa…

A tutto questo però, visto che parliamo del ruolo di padre, voglio aggiungere una domanda, assai provocatoria, ma che dovrebbe fare riflettere...


Ma a voi donne, che ora siete mogli e madri di famiglia, cosa succederebbe se un giorno fossero proprio i vostri mariti a ritrovarsi  «padri illegitimi a sorpresa»?

Passato lo shock della scoperta del tradimento, cosa pensate? Che lui dovrebbe assumere la sua parte di responsabilità nei confronti di questo figlio «fuori matrimonio» o al contrario, che lui deve tagliare immediatamente e definitivamente tutti i ponti con «madre e figlio» (e cosi facendo, ABBANDONARLI alla loro sorte) se vuole salvarsi la famiglia???

Non per niente, i maschi italiani all’estero sono chiamati «latin lovers»!

Scusate, ma io, alla fedeltà degli uomini non ci ho MAI creduto, e non ci credero' MAI !

Ecco un bel tipo di discussione che «scotta», e vorrei proprio vedere tanti uomini e tante mogli reagire un pò!



De : Belgianwoman  (Message d'origine)

Envoyé : 19/11/2001 0:25

Ciao L...,
Scusami, ma ho dei problemi tecnici con Outlook Express, non riesco ad inviare msg e non trovo il tuo indirizzo e-mail per tentare in un altro modo (via hotmail.com). Se segui FAEGN, saprai che ho gravi problemi di salute, domani entro in ospedale per un pesante intervento al fegato, saro' dunque assente per 2 settimane o più. Spero di avere ancora tempo e forze per collaborare in seguito con te, ma per ora non ho molta volglia né di scrivere, né di comunicare, sono troppo giù di morale. Comunque credo di essermi già ben spiegata attraverso i miei vari messaggi sul sito, e se avrai tempo di andargli a ricercare nella bacheca, troverai quasi tutte le risposte alle tue domande, ne sono sicura.
Ci sentiremo più avanti, spero di ritrovare la forma... e fammi avere il tuo indirizzo. Grazie, e spero a presto,
 
P.S.  Oggi 18 novembre, compleanno di mia figlia... di cui ho avuto qualche notizie:
ho saputo che è diventata una ragazza bellissima e molto studiosa.
Sarà poco, ma per me è oro!!!
 
Oggi 18 novembre, giornata mondiale della ricerca sul cancro...



De : Belgianwoman  (Message d'origine) Envoyé : 16/04/2001 9:12

Mi sono messa a leggere con calma tutte le precedenti discussioni, dalla prima all’ultima, allo scopo di entrare meglio nello spirito di ognuno di voi e di scoprire un pò le vostre storie. Sono rimasta molto colpita dai primi lunghissimi dialoghi scambiati subito all’inizio di questa communità tra S.... (ed altre) ed una certa C...., che da allora purtroppo non si è più fatta viva. Eppure, quanto aveva visto giusto! Aveva proprio messo il dito sulla piaga con queste durissime parole: «la verità è quasi sempre amara»… «Posso solo dire per ora che dietro ad ogni abbandono c’è sempre tanto dolore e degrado. Chi non ha saputo dare è perché non ha mai ricevuto, chi non ha saputo amare è perché non è mai stato amato»…

In poche parole vi ha riassunto l’essenziale della mia vita, fatta solo di un’immensa ed infinita solitudine e di tante, tante lacrime, anche se, molto stranamente e paradossalmente, provengo da un’ottima famiglia, colta e benestante. E se oggi mi trovo qui a parlare con voi, lo devo, in gran parte, non solo alla mia forza d’animo (ed al mio piccolo «angelo custode» che arriva sempre al momento giusto per salvarmi dalle situazioni più critiche), ma anche a quella buona educazione che ho avuto la fortuna di ricevere. Ma in questo sicuramente sarò un’eccezione, rare devono essere le madri «rinunciatarie» che possono vantarsi di essere «nate bene»… Dietro alle loro storie c’è quasi sempre soltanto ignoranza, povertà, violenza o dipendenza, e quindi senz’altro ben poche avranno avuto la possibilità di rifarsi una vita più o meno normale. Detto questo, per quelli di voi che, nonostante ciò, vogliono a tutti i costi saperne di più e che si sentono il coraggio di affrontare il peggio, sappiate che mi sto dando da fare, e che ho lanciato tantissimi messaggi sul Web francese (che comprende Belgio/Lussemburgo/Francia/Svizzera/Canada) allo scopo di coinvolgere più persone possibili in questa battaglia. Non è perché voi siete tutt’ora in Italia che anche le vostre madri ci sono ancora! Nei miei 20 anni di vita in Italia, ho conosciuto tante ragazze straniere (inglesi, svedesi, tedesche, olandesi ed altre di oltre-oceano) che, come me, hanno vissuto una parte di storia o conosciuto l’avventura  in Italia, ma che poi, di fronte all’impossibilità di trovare una sistemazione dicciamo «decente», se ne sono tornate nel loro paese, lasciandosi forse un figlio alle spalle… Ormai viviamo in un mondo sempre più «senza frontiere» dove un 50% della popolazione (nei paesi occidentali) possiede già un telefonino… e dove l’utilizzo dell’Internet sta crescendo ad una velocità pazzesca. Da noi ormai tutte le scuole si sono già armate di PC e non c’è un bambino che non conosca la tastiera… I servizi sociali organizzano delle formazioni gratuite per gli anziani alla pensione che si vogliono aggiornare!!! Fra poco, il mondo intero sarà a portata di mano, e quindi per i nostri trentenni e quarantenni forse qualche piccola speranza c’è ancora… Per i nostri ventenni, c’è di sicuro!!! Con questo per oggi vi saluto. Con tanto affetto, Michèle.

 

Vi invito a leggere su Faegn tutte le reazioni a questa interessante discussione.

Capirete meglio quanto segue...


De : Belgianwoman

Envoyé : 21/04/2001 18:46

 

Non conosco il film di cui state parlando, e quindi non vorrei intromettermi in cose che non mi riguardano. Ma la risposta di M.... ha provocato in me una reazione immediata... Come immaginate che siano le vostre «mamme»? Donne forti, ammirevoli, amorevoli, e senza peccati ???
Mi spiace deludervi, ma se fossero state cosi, non vi avrebbero mai lasciate...!  Di sicuro non potevano essere che delle persone «fragili» (fisicamente o psicologicamente), «deboli» e sopratutto, con «mancato equilibrio»... lo stesso come ero io, a quei tempi (per fortuna, sono riuscita a maturare ed a rafforzarmi, ma con quanta fatica!!). E quindi, secondo me, quel film (SEGRETI E BUGIE) non poteva che rispecchiare la cruda verità?  Ditemi se ho torto...?

Di Michèle
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