Venerdì 18 luglio 2008 5 18 /07 /2008 14:40
De : Surnom MSN     (Message d'origine) Envoyé : 19/06/2008 23:03

"ciao sempre io, dimenticavo... di informare tutti che su questo sito c'è qualcuno che si crogiola sui dolori dei deboli, giudicandoli, massacrandoli, a fronte della non conoscenza dei fatti e facendo della propria "intelligenza" un baluardo fatto di arroganza e non di umiltà. Sono sicura di ciò che scrivo! A Buon intenditore, poche parole è più fatti concreti."


10 luglio 2008

"Purtroppo Michèle ha la cattiva abitudine di creare polemiche dove non esistono, facendo anche credere che qualcuno sia stato accusato di qualcosa quando non è così."


"Vedo che ti stai comportando esattamente come quando ci hai lasciato 3 anni fa' (o giù di lì), sempre col tuo tono polemico su sciocchezze che evidentemente non sai (o non vuoi) interpretare per quello che sono, cioè riferite in generale e non ad una persona specifica."

 

 

Gentili lettori,


Di fronte a certi insulti intollerabili (che, senza l'ombra di un dubbio, mi erano destinati) da parte di persone che nemmeno mi conoscono o invece da parte di persone con cui ho collaborato a lungo, desidero reagire e portare a vostra conoscenza il mio cammino.


Mi presento:

sono Michèle - alias "Belgianwoman", "Belgianwoman2", "Michèle", "TeamRDE", "SOSA&A" ed ultimamente, "Teamrde21" censurata il 20 giugno (2008) sul forum di Faegn nonché ugualmente minacciata di censura sul forum di Astronascente - prima madre naturale ad essere uscita allo scoperto sulla rete Web italiana.


Con queste pagine, voglio raccontarvi tutto il mio percorso, personale e ideologico. Saranno pubblicati tutti i messaggi privati (cancellando ovviamente i nomi dei destinatari o altri dati identificatori) e pubblici che ho scritto nel corso di questi ultimi 7 anni e che parlano di me.

La storia è lunga ma, alla fine, sarà (spero) un arrichimento per tutti voi.


Chiunque voglia reagire o confrontarsi con me (libertà d'espressione garantita, discussioni «accese» benvenute!) mi trova su questo mio NUOVO FORUM: http://adozionescontriamoci.forumattivo.com


Premetto che questo blog è stato creato anche nell'intento di lasciare una testimonianza a mia figlia in caso dovessi scomparire prima di averla ritrovata.


Si parte da qui: marzo 2001...



Di Michèle
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Sabato 19 luglio 2008 6 19 /07 /2008 10:31

De : Belgianwoman  (Message d'origine) Envoyé : 25/03/2001 15:49

Grazie a E... per avermi fatto conoscere questo sito che sta certamente tra il meglio del Web e che è quindi da promuovere quanto più possibile.
Dopo avere letto tutte le vostre testimonianze, sono sempre più convinta di aver fatto bene a iniziare anch'io le mie ricerche, sebbene in senso contrario, visto che io sono una madre in cerca della sua figlia naturale, la quale mi è stata tolta dal Tribunale dei Minorenni di Genova 14 anni fa.
Si chiama ELEONORA, ed è nata ad ALBENGA (Savona) il 18 novembre 1982.
Nel 1987, l'hanno portata via dalla famiglia a cui l'avevo affidata (e a cui speravo di poterla lasciare) per darla in adozione, e da allora non ho mai più saputo nulla. Sono sempre stata tormentata dall'idea che la mia bambina possa essere finita in un istituto invece che in una vera famiglia, ma fin'ora non ho mai avuto i mezzi per intraprendere qualsiasi cosa.
La vita è stata dura anche con me, e penso che se una madre rinuncia a lottare per il proprio figlio, lo fa soltanto per il suo bene, colla speranza che egli riceva tutto quello che non si è in grado di dargli, non solo in quel momento, ma anche in un prossimo futuro.
Ma ora è arrivato il PC ed Internet, e la speranza di solidarietà è grande!
Forse un giorno tutti i figli e i genitori del mondo saranno riuniti...



Da: Belgianwoman  (Messaggio originale) Inviato: 01/04/2001 10.48

Grazie per i vostri numerosi messaggi di benvenuto: mi sono andati diritti al cuore, e sono sicura che avete tutti quanti una gran' voglia di farmi tante domande... Ho anch'io tante cose da dirvi, e vi avevo infatti già inviato un lungo messaggio, il quale purtroppo è andato perso a causa di qualche problema tecnico; mi tocca dunque ricominciare tutto da capo...
La mia speranza è che un giorno anche mia figlia abbia, come noi, la possibilità di accedere alle nuove tecnologie, il che non è dato a tutti, perché PC e ricerche su Internet sono delle vie ancora molto costose per una persona in difficoltà (come di sicuro lo è qualsiasi mamma naturale!): perché è questo, secondo me, lo handicap maggiore al ritrovamento di tante persone che senz'altro si stanno cercano. Nel mio caso comunque, perché da una vita intera, la mancanza di mezzi finanziari è sempre stata (fino ad oggi) l'ostacolo N°1 ad ogni iniziativa. Soltanto oggi, a 52 anni (dopo 30 anni di immensa solitudine e di tribulazioni di ogni genere) arrivo, a malapena, ad una sistemazione un po' più stabile e sicura. Ma ora che pensavo di potere finalmente tirarmi sù, la malattia mi ha colpita e ho davvanti a me solo pocchi anni per dare un passato ed una storia a mia figlia: devo trovarla in fretta e sento che la trovero'...



Da: Belgianwoman  (Messaggio originale) Inviato: 03/04/2001 21.22

Sono "fresca-fresca" su questo sito e non ho ancora potuto leggere tutto il contenuto di tante vostre anteriori discussioni; rischio dunque di dire cose già sapute e risapute da voi veterani... Ma essendo anche dall'altra parte della barricata, forse vedo le cose in modo diverso... e la prima cosa che mi viene in mente è che molti dei genitori che state cercando non possono essere altro che delle persone con immensi difficoltà d'inserimento sociale, magari molto povere o con poca istruzione (in questo sono probabilmente un'eccezione). Per questo penso che articoli su giornali o riviste famose senz'altro non sono alla loro portata (poi a tanti non piace molto leggere!). Io opterei piuttosto per giornalisti di quei "giornalini" più popolari, cioè quelli che si ricevono "gratis" a casa (piccoli annunci/"buoni affari"), e proverei ad inserire regolarmente una piccola publicità di poche righe, con l'URL di FAEGN: il "passa-parola" in quei ambienti puo' fare miracoli... Per colui che ha dovuto rinunciare ad un figlio, sicuramente basterebbe sapere che tale sito esiste su Internet per risvegliare in lui qualche speranza e la voglia di saperne di più, esattamente com'è successo a me! Iniziare delle ricerche per via tradizionale è un'impresa costosa che scoraggia chiunque non abbia tanti mezzi a disposizione, mentre ai giorni d'oggi, chiunque puo' trovare qualche conoscente che sia già un po' pratico di Internet...


Da: Belgianwoman Inviato: 07/04/2001 12.18

Ciao F....,

Anche mia figlia aveva quasi 5 anni quando  «mi è stata portata via» (con cio’, voglio dire che non necessariamente sei stato «volontariamente abbandonato» perché anche qui bisognerebbe fare une distinzione!), e lei sapeva già molto bene chi era la «sua mamma»… Spero dunque che nel suo subconscio anche a lei sia rimasto qualche vago o buio ricordo dei suoi primi anni di vita, e mi auguro che non aspetti fino a 35 anni per cercarmi…

Devi capire che una madre, dopo un «abbandono» farà di tutto per tentare di dimenticare quel figlio e di cancellare definitivamente dalla sua mente quel episodio della sua vita, perché sa di perderlo per sempreQuindi non ci pensa neanche ad iniziare delle ricerche per via legale, perché sarebbe una battaglia già persa in partenza

Ma per fortuna, i tempi stanno cambiando ad una velocità pazzesca, e sapere che ora bastanno forse solo pochi  “clic” di “mouse” per entrare in contatto col proprio figlio, secondo me, cio’ risveglierebbe qualsiasi coscienza e rifarebbe battere forte forte il cuore di qualsiasi madre…Impegniamoci dunque, tutti quanti, e con ogni mezzo, per far sapere dell'esistenza di questo sito e facciamo in modo che siano i genitori naturali a venire a voi, e non più soltanto voi a correre dietro a vostri genitori !!! Io, da madre naturale (con una lunga storia di vita sofferta…), è cosi che vedo le cose. Voi, che ne pensate?



De : Belgianwoman  (Message d'origine)                                                                              Envoyé : 11/04/2001 20:19

Guardando un po’ il registro di chi sta cercando, mi sento in dovere di dirvi che il cognome di nascita che certi forse saranno riusciti a scoprire potrebbe anche non essere quello della madre o del vero padre.
 
Nella mia storia, c’è anche quella stranezza: infatti, io non ho potuto dare il cognome mio a mia figlia quando è nata perché a quel momento ero ancora legalmente sposata in Belgio (un matrimonio combinato con uno straniero per questione di documenti), anche se già «separata» (l’ho conosciuto solo il tempo di firmare le carte e di fare un finto scambio di anelli!) da lui da anni…
 
Mia figlia è stata concepita in Italia ed è nata da una relazione con un uomo sposato (che non ne ha mai voluto sapere nulla di lei...) Pensavo dunque che da «ragazza-madre» che riconosce da sola il proprio figlio avevo il pieno dirittto di darle il mio cognome. Ma cosi non è stato, e mia figlia porta dunque un cognome «di nascita» (addiritura iugoslavo) che non ha nulla a che vedere né con me né col  vero padre. Per poter darle il mio cognome, questo mio «marito» (sposato in Belgio) avrebbe dovuto fare un disconoscimento di paternità, un problema che in mezzo a tutti i miei casini non avevo proprio tempo di risolvere.



Da: Belgianwoman Inviato: 26/05/2001 12.28

Ciao J....,

Anch'io ho intenzione di tornare prima o poi sull'argomento, proprio perché in Italia pochi giorni fa, ho avuto certe notizie del padre di mia figlia (che ora si è sistemato molto bene) ed il suo più totale e completo desinteressamento per quanto riguarda la mia sorte e quella di sua figlia "illegitima", mi ha fatto rimanere molto male... L'ho lasciato vivere la sua vita tranquilla per 19 anni, senza mai disturbarlo ne chiedergli niente ... Ma ora, penso che anche a lui, un giorno o l'altro, toccherà dover fare i conti con sua figlia... quando l'avro' trovata... La ruota gira per tutti... Per il resto, sono del tutto d'accordo con C.....

 

E, A PROPOSITO DEI «PADRI», VI INVITO A LEGGERE ANCHE QUESTO...


29/05/2001


............ Confermo di essere sempre pienamente d’accordo con C....... sull’argomento di questa famosa cosidetta «paternità»: anche nel mio caso, si è trattato di una vera e propria fuga del padre, e di un uomo che:

1) già aveva appena portato via la moglie «al suo migliore amico»…

2) aveva la moglie (o più esattamente, la convivente) «incinta» nello stesso periodo in cui stava con me…

3) ha vissuto con me una forte ed intensa «storia d’amore» durata  più di 3 mesi  e che sicuramente sarebbe durata ancora molto più a lungo se io non fossi accidentalmente rimasta incinta…

4) senza un attimo di esitazione, ha voluto portarmi «anche di forza»  in ospedale per abortire… e che è poi sparito dalla circolazione…

5) ha poi saputo della nascita di sua figlia e che ha rifiutato di vederla, mentre la bambina si trovava «a solo 2 metri» di distanza da lui… (cioè, nella macchina di dietro!)

6) sapeva in che situazione mi trovavo allora, e che una sola volta (su richiesta di aiuto da parte mia perché non avevo più  una lira in tasca in quel momento) mi ha fatto pervenire, tramite intermediario, un piccolo 50.000 lire, accompagnato dal seguente messaggio: «Che sia la prima e l’ultima volta che mi vieni a chiedere qualcosa».  E cosi è stato…

7) abitava a pochi chilometri da casa mia, sulla stessa strada ma che, in tutti quei anni difficili  non si è mai degnato di prendere qualche notizie di me (e di sua figlia)…

8) ha avuto la fortuna di capitare su di  «una straniera come me»…, perché conosco più di un’ italiana che, in simili circostanze, gli avrebbe fatto passare tanti di quei guai!

9) sicuramente ancora tutt’oggi, sta tremando di paura solo all' idea che questa storia venga un giorno a galla… Altro che «contento di ritrovarsi padre»!!!


Parliamo dunque anche di tutti quei padri che sanno benissimo di esserlo…


Nella mia vita ho avuto occasione di incontrare molte «ragazze-madri», sia in Belgio che in Italia, e vi posso assicurare che tutte quante, prima o poi, hanno fatto in modo di coinvolgere il padre (se sanno chi è, ovviamente!). Perché un figlio che si decide di tenere è quasi sempre il frutto o il ricordo di un amore che (per la donna) è stato importante…; mentre per l’uomo, era solo una scappatella, di più o meno lunga durata…

E se uso il termine «scappatella» invece  che «avventura» è perché nell’ambiente dei locali notturni (dai più squalidi ai più lussuosi) e della vita di notte in cui ho anche (e non solo) vissuto per lunghissimi anni, ho conosciuto soltanto uomini sposati, i quali rappresentano il 90% della clientela… E tutti quanti, un giorno o l’altro, finiscono per l'avere una storia extraconiugale, senza preoccuparsi minimamente del rischio di un sempre possibile «incidente di percorso»… Anzi, sono proprio loro i primi a chiedere di non usare il preservativo!

Ma poi, quando per noi donne si presenta «il problema» ed  «il gravissimo momento della scelta», chissà perché, improvvisamente tutti questi «grandi amori» volano via col vento… Chissà perché, ad un tratto, la famiglia, la moglie ed i figli diventano poi cosi importanti…!


Chissà perché, in quel momento, la responsabilità diventa soltanto «nostra»…!

Io allora (cioè, 22 anni fa), mi sentivo ancora abbastanza forte per farcela, anche da sola… A 33 anni, avevo ancora tante speranze davanti a me… Ma se allora, avessi mai potuto prevedere (o solo immaginare) l’amaro futuro che mi si preannunciava, o se oggi potessi tornare in dietro, non credo che, a questo tipo di «padre», gli permetterei più di godersi la vita e la sua famiglia cosi comodamente…

Io ho finito per rinunciare a mia figlia soltanto dopo essere arrivata al limite delle mie forze fisiche e mentali, ma lui non ha alzato un dito, ne per me, ne per lei… E adesso, per la prima volta, dopo tutti questi anni, provo rancore: perché ho saputo che lui sta molto bene ma che continua ad ignorarci tutte e due, come se non fossimo mai esistite… Ma come dicevo prima, la vita è una ruota che gira in continuazione e c’è un tempo per ogni cosa…

A tutto questo però, visto che parliamo del ruolo di padre, voglio aggiungere una domanda, assai provocatoria, ma che dovrebbe fare riflettere...


Ma a voi donne, che ora siete mogli e madri di famiglia, cosa succederebbe se un giorno fossero proprio i vostri mariti a ritrovarsi  «padri illegitimi a sorpresa»?

Passato lo shock della scoperta del tradimento, cosa pensate? Che lui dovrebbe assumere la sua parte di responsabilità nei confronti di questo figlio «fuori matrimonio» o al contrario, che lui deve tagliare immediatamente e definitivamente tutti i ponti con «madre e figlio» (e cosi facendo, ABBANDONARLI alla loro sorte) se vuole salvarsi la famiglia???

Non per niente, i maschi italiani all’estero sono chiamati «latin lovers»!

Scusate, ma io, alla fedeltà degli uomini non ci ho MAI creduto, e non ci credero' MAI !

Ecco un bel tipo di discussione che «scotta», e vorrei proprio vedere tanti uomini e tante mogli reagire un pò!



De : Belgianwoman  (Message d'origine)

Envoyé : 19/11/2001 0:25

Ciao L...,
Scusami, ma ho dei problemi tecnici con Outlook Express, non riesco ad inviare msg e non trovo il tuo indirizzo e-mail per tentare in un altro modo (via hotmail.com). Se segui FAEGN, saprai che ho gravi problemi di salute, domani entro in ospedale per un pesante intervento al fegato, saro' dunque assente per 2 settimane o più. Spero di avere ancora tempo e forze per collaborare in seguito con te, ma per ora non ho molta volglia né di scrivere, né di comunicare, sono troppo giù di morale. Comunque credo di essermi già ben spiegata attraverso i miei vari messaggi sul sito, e se avrai tempo di andargli a ricercare nella bacheca, troverai quasi tutte le risposte alle tue domande, ne sono sicura.
Ci sentiremo più avanti, spero di ritrovare la forma... e fammi avere il tuo indirizzo. Grazie, e spero a presto,
 
P.S.  Oggi 18 novembre, compleanno di mia figlia... di cui ho avuto qualche notizie:
ho saputo che è diventata una ragazza bellissima e molto studiosa.
Sarà poco, ma per me è oro!!!
 
Oggi 18 novembre, giornata mondiale della ricerca sul cancro...



De : Belgianwoman  (Message d'origine) Envoyé : 16/04/2001 9:12

Mi sono messa a leggere con calma tutte le precedenti discussioni, dalla prima all’ultima, allo scopo di entrare meglio nello spirito di ognuno di voi e di scoprire un pò le vostre storie. Sono rimasta molto colpita dai primi lunghissimi dialoghi scambiati subito all’inizio di questa communità tra S.... (ed altre) ed una certa C...., che da allora purtroppo non si è più fatta viva. Eppure, quanto aveva visto giusto! Aveva proprio messo il dito sulla piaga con queste durissime parole: «la verità è quasi sempre amara»… «Posso solo dire per ora che dietro ad ogni abbandono c’è sempre tanto dolore e degrado. Chi non ha saputo dare è perché non ha mai ricevuto, chi non ha saputo amare è perché non è mai stato amato»…

In poche parole vi ha riassunto l’essenziale della mia vita, fatta solo di un’immensa ed infinita solitudine e di tante, tante lacrime, anche se, molto stranamente e paradossalmente, provengo da un’ottima famiglia, colta e benestante. E se oggi mi trovo qui a parlare con voi, lo devo, in gran parte, non solo alla mia forza d’animo (ed al mio piccolo «angelo custode» che arriva sempre al momento giusto per salvarmi dalle situazioni più critiche), ma anche a quella buona educazione che ho avuto la fortuna di ricevere. Ma in questo sicuramente sarò un’eccezione, rare devono essere le madri «rinunciatarie» che possono vantarsi di essere «nate bene»… Dietro alle loro storie c’è quasi sempre soltanto ignoranza, povertà, violenza o dipendenza, e quindi senz’altro ben poche avranno avuto la possibilità di rifarsi una vita più o meno normale. Detto questo, per quelli di voi che, nonostante ciò, vogliono a tutti i costi saperne di più e che si sentono il coraggio di affrontare il peggio, sappiate che mi sto dando da fare, e che ho lanciato tantissimi messaggi sul Web francese (che comprende Belgio/Lussemburgo/Francia/Svizzera/Canada) allo scopo di coinvolgere più persone possibili in questa battaglia. Non è perché voi siete tutt’ora in Italia che anche le vostre madri ci sono ancora! Nei miei 20 anni di vita in Italia, ho conosciuto tante ragazze straniere (inglesi, svedesi, tedesche, olandesi ed altre di oltre-oceano) che, come me, hanno vissuto una parte di storia o conosciuto l’avventura  in Italia, ma che poi, di fronte all’impossibilità di trovare una sistemazione dicciamo «decente», se ne sono tornate nel loro paese, lasciandosi forse un figlio alle spalle… Ormai viviamo in un mondo sempre più «senza frontiere» dove un 50% della popolazione (nei paesi occidentali) possiede già un telefonino… e dove l’utilizzo dell’Internet sta crescendo ad una velocità pazzesca. Da noi ormai tutte le scuole si sono già armate di PC e non c’è un bambino che non conosca la tastiera… I servizi sociali organizzano delle formazioni gratuite per gli anziani alla pensione che si vogliono aggiornare!!! Fra poco, il mondo intero sarà a portata di mano, e quindi per i nostri trentenni e quarantenni forse qualche piccola speranza c’è ancora… Per i nostri ventenni, c’è di sicuro!!! Con questo per oggi vi saluto. Con tanto affetto, Michèle.

 

Vi invito a leggere su Faegn tutte le reazioni a questa interessante discussione.

Capirete meglio quanto segue...


De : Belgianwoman

Envoyé : 21/04/2001 18:46

 

Non conosco il film di cui state parlando, e quindi non vorrei intromettermi in cose che non mi riguardano. Ma la risposta di M.... ha provocato in me una reazione immediata... Come immaginate che siano le vostre «mamme»? Donne forti, ammirevoli, amorevoli, e senza peccati ???
Mi spiace deludervi, ma se fossero state cosi, non vi avrebbero mai lasciate...!  Di sicuro non potevano essere che delle persone «fragili» (fisicamente o psicologicamente), «deboli» e sopratutto, con «mancato equilibrio»... lo stesso come ero io, a quei tempi (per fortuna, sono riuscita a maturare ed a rafforzarmi, ma con quanta fatica!!). E quindi, secondo me, quel film (SEGRETI E BUGIE) non poteva che rispecchiare la cruda verità?  Ditemi se ho torto...?

Di Michèle
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Sabato 19 luglio 2008 6 19 /07 /2008 13:31
De : Belgianwoman Envoyé : 22/04/2001 19:12
RISPOSTA   A   L. A.,  figlia adottiva

Cara L...,

Non so proprio da che parte cominciare talmenti tanti e cosi controversi sono gli argomenti da te sollevati in questa discussione… Da una parte, sembra che tu mi stia condannando (e forse anche «giudicando» un pò troppo!) per questo mio tentativo di voler ritrovare mia figlia, la quale, come tu dici molto giustamente, forse non avrà neanche mai voglia di cercarmi o di conoscermi… A questo ti rispondo che sono proprio:

1)  quella paura di poter essere odiata, o comunque giudicata o rimproverata dal proprio figlio, e

 2)  la consapevolezza di rischiare di distruggere il suo equilibrio o di disturbare la sua armonia in famiglia

quelli i sentimenti che già in partenza bloccano ogni slancio di tentativo di ritrovamento da parte della madre.

E ti dico che se non avessi letto su FAEGN le testimonianze di tanti figli adottivi che farebbero qualsiasi cosa pur’ di conoscere le loro origini, forse sarei rimasta anch’io nell’ombra, proprio per quei motiviPerché non sappiamo se siete felici o meno, se vivete, si o no, un’ adozione serena; non sappiamo se volete «sapere» o meno, se siete pronti, si o no, ad affrontare la verità? Non sappiamo se cercandovi, vi facciamo del bene o del male! Questo per il lato “sentimentale”…

Poi, vengono le realtà più concreti… Tu, come faresti a «garantire al tuo bambino una crescita normale, serena ed equilibrata» (...!) se tu, come me, ti fossi trovata:

1) in un paese straniero dove già leggi, comportamenti e mentalità sono molto diversi…

2) sola al mondo (cioè, senza né padre, né madre, né fratelli o sorelle, né nonni, né zii, né cugini)…

3) ragazza-madre e vissuta tutta la vita senza avere mai trovato un compagno…

4) senza lavoro (in una zona che ti offre soltanto dei lavori a ore, in nero, o stagionali, che ti costringe a dover campare 12 mesi all’anno con solo 5-6 mesi di stipendio!)…

5) con una casa mia, si, maisolata in campagna (e senza più macchina!), làddove non passa più un pulman dopo le ore 18 (per tua informazine, negli alberghi bisogna lavorare anche di sera); in una casa pagata solo a metà, con 25 milioni di cambiali ancora da onorare (+ tutte le spese condominiali)...

6) con degli «amici», si, ma… che cominciano piano piano a girarti le spalle «quando ti finiscono i soldi» e che sei nei guai e con degli amici nuovi e VERI (quelli che ti tieni per tutta la vita!) che trovi solo in mezzo «ai poveri» quando sei disperata, ma che purtroppo non possono fare un gran che per te perché sono anche loro in difficoltà..

Nelle mie condizioni, mentre andavo a lavorare, mi toccava sempre dunque dover «pagare» delle persone per tenermi la bambina (cioè dopo le ore 16 in settimana, + di sabato e di domenica); nessuno me lo ha mai fatto «gratis» e solo questo mi portava già via più della metà del mio stipendio…!  Credi davvero che tu al posto mio, ce l’avresti fatta ?

Cara L..., non penso proprio che se tu fossi stata educata in simili condizioni, saresti diventata una bambina «sana ed equilibrata». Molte invece sono le probabilità perché un figlio in tal caso cresca «per forza» trascurato, infelice, sbandato e fragile su tutti i piani, con a volte drammatiche conseguenze…

Per cui dovete amare più che potete quelli che vi hanno dato amore, famiglia, casa, istruzione e benessere: i vostri genitori adottivi ! Perché non sapete quale sia la vostra fortuna di essere vissuti fino a oggi «al riparo» di tante cose (che spero non conoscerete mai), e ringraziate le vostre madri naturali di avervi salvato da un destino che sicuramente sarebbe stato molto diverso se vi avesserò tenuti con loro…!

Adesso forse tu mi dirai: «ma perché l’hai messo al mondo, sto figlio se ti trovavi in simili condizioni?!». Perché quando sono rimasta incinta, ero piena di amore, ero ancora piena di energia e di illusioni, avevo ancora una madre (che mi è morta all’improvviso 2 anni dopo) su cui poter contare «nel peggiore dei casi», e finanziarmente ero allora già «in discesa», ma vedevo ancora una via d’uscita…

E poi, perché avevo anche tanto bisogno di trovarmi finalmente uno scopo nella vita, essendo io stessa cresciuta e vissuta - per mancanza di una «vera famiglia», di una guida paterna e di un vero affetto materno - sbandata, immatura ed irresponsabile fino a tarda età, e ciò nonostante tutta la buona educazione ricevuta

Mi dispiace molto che tu abbia interpretato cosi male il senso delle mie parole: se parlo delle mie origini dicciamo «signorili», non è per vanto, ma tutto al contrario, è per fare capire a tutti voi, figli adottivi, quanto appunto sia importante l’amore e la famiglia nella vita di una persona, perché chi «sembra» avere tutto ed essere nato sotto una buona stella può invece crescere molto male e vivere una vita molto infelice se viene «affettivamente abbandonato» (come lo sono stata io già dalla mia più tenera infanzia), anche con soldi e tante capacità dietro… Lo scopo era anche di far capire che se le madri non si «muovono» (cosa che tu ora sembri rimproverarmi !) è anche (oltre all’argomento «sentimenti» du cui parlavo prima) perché «non possono» (per mancanza di capacità intelletuali o finanziarie), e non perché «non vi pensano»… Ma chi non si è mai trovato in mezzo alla strada senza una lira in tasca non potrà mai capire cosa vogliano dire esattamente le parole «per mancanza di mezzi»…

Poi, in fine, mi chiedi se sono riuscita a rifarmi una vita ed a «riscattarmi» in qualche modo? La risposta è no, non sono mai riuscita a rifarmi una vita «normale», non ho mai trovato un attimo di pace o di serenità in tutta la mia vita. Solo ora, da 2 mesi (ho 52 anni!) sono potuta trovarmi un lavoro stabile (e di questo sono molto fiera, perché ai giorni d’oggi, trovare lavoro alla mia età e nelle mie condizioni di salute non è impresa facile!).

Tre anni fa (a 49 anni) ero - «un’altra volta» - in mezzo alla strada, senza casa, senza lavoro e senza soldi e con, in più, ora anche la mia vita in pericolo per un tumore che continua a minacciarmi… Il mio ultimo percorso è stato dunque «donna della pulizie» in un gigantesco ristorante al ritmo di 12 ore al giorno 6 giorni su 7, «casa di accoglienza per senza-tetti», «ospedale», «alloggio» trovato con l’aiuto dello Stato, si, ma senza mobili, senza frigo, senza un piatto e una pentola in casa nonché per mesi, costretta a dormire per terra su di un vecchio materasso, a mangiare in un ristorante sociale, a dover pulirmi tutta la moquette «a mano e a quattro zampe» perché non posso comprarmi un aspirapolvere, a guardare alle 100 lire per comprarmi la margarina e riuscire, a malapena, a risparmiare qualche mille lire a fine mese dal «reddito minimo» a cui hai diritto in Belgio… E ti passo il resto…

Non so se tu, al posto mio, ce la faresti «senza tante lacrime»...? Ma oggi, dopo tanti sacrifici, ed a solo 3 anni di distanza, «la mia forza d’animo» mi ha condotta in un appartamentino carino e confortevole, ho un lavoro (combinazione, presso l’Istituto di Assistenza Pubblica, dove sono a stretto contatto con delle assitenti sociali… ma anche con tante storie di miseria umana), ho finalmente una vita regolare, e da un anno e mezzo mi pago con molta fatica le rate del mio computer, perché questo è la mia unica e sola compagnia, questo da più di 5 anni, da quando ho dovuto (non con «delle lacrime», ma con dei pianti di disperazione e idee di suicidio in testa) lasciare l’Italia (che per me è tutta la mia vita) e tutti i miei unici veri amici.

Da allora, mai più nessuno con cui parlare (perché telefonare all’estero costa caro, non me lo potevo permettere). Il mio vissuto è talmente «diverso» e talmente difficile da capire per delle persone «normali» (e che in più, per me sono diventate «straniere») che non trovo nessuno con cui potermi confidare un pò… Perciò ti confesso che quando mi chiedi di essere «più sincera», mi ferisci profondamente, perché è solo da quando ho scoperto questa comunità che finalmente ho la grande gioia di potermi sfogare un pò, di poter esprimere tutto ciò di cui non posso mai parlare con nessuno… Ed oltre tutto, posso dire di aver già conosciuto su questo sito delle persone stupende che mi fanno sentire molto meno sola, e che già stanno nascendo delle amicizie, spero di lunga durata... Chi trova un’amico, trova un tesoro… Anche se non troviamo i nostri figli o genitori rispettivi, almeno troviamo chi ci capisce, e questo è l’essenziale…

Riguardo alla possibilità di «riscattarmi»… Lo sto facendo ora, tentando di lasciare un nome ed una storia a mia figlia se un giorno lo volesse sapere, prima che per me (e per lei) sia troppo tardi…  Appena sistemata un pò più decentemente (per la prima volta in vita mia), il mio primo pensiero è andato a lei

Resta ormai ancora un punto da chiarire… Voglio farti notare che mia figlia mi è stata tolta all’età di quasi 5 anni, e che ciò fa una grande differenza con chi lascia un figlio già dalla nascita. Loro si, che non ci hanno nemmeno provato.

Ma tu, cosa pensi che io abbia fatto durante tutti quei anni...? se non lottare per la nostra sopravvivenza a tutte e due!  E ti assicuro che il mio percorso è fatto «DI TUTTO» (all’eccezione di due cose a cui, per fortuna, non ho mai toccato, ossia alcool e droghe); ho provato tutti i mestieri (grazie ai quali d’altronde, col passare degli anni, ho potuto acquisire una grande esperienza sul piano professionale e di cui sono stata oggi ricompensata), mi sono spostata in tutte le città d'Italia portandomi dietro mia figlia, mi sono venduto tutto quello che avevo (ho provato a vendermi anche la casa, ma non ho trovato acquirente in quel periodo), e quando, «alla fine» (dopo 4 anni di lotte continue) mi sono rivolta ai servizi sociali per chiedere aiuto, è lì …che me la sono presa «in quel posto»…(scusatemi, ma sono queste le parole giuste!).

Se non l’avessi fatto, oggi mia figlia sarebbe senz’altro ancora con me («ma come» ???), e forse la mia vita avrebbe preso un’altra direzione. Cara L..., io ti dico che spesso è anche la legge a portare via un figlio dalla madre, e che se non riempi certe condizioni di «stabilità», «amore o non amore» prima o poi sei costretta a doverci «rinunciare», che tu lo voglia o no !!!

Ma la conclusione di tutti questi discorsi che facciamo è comunque che tutto gira sempre intorno alla stessa domanda: meglio un figlio che cresce come un povero disgraziato con la vera madre, o meglio un figlio che cresce coccolato dalla sua famiglia d’adozione??? Tutti quanti cerchiamo la stessa risposta…

Certo, non ci sono due storie né due persone uguali, ma di tutte queste nostre «discussioni», una cosa è emersa chiaramente: che i nostri due mondi (figlio adottivo/genitore naturale) sono cosi diversi ed estremi, che non so se l’uno potrà mai riuscire a capire l’altro

In quanto all’iscrizione sul registro, penso che se mia figlia venisse a trovare il proprio nome su FAEGN, sarebbe proprio perché «un qualcosa la tormenta», e che anche lei sta cercando… Se non, per quale motivo dovrebbe iscriversi a questa comunità??? Comunque, se l’ho inserita nel registro, è perché sono stata invitata da più di uno a farlo, ma lascio la decisione di cancellerla o meno a chi di diritto.

Con ciò, un bel pezzo della mia storia è già uscito fuori, ma potrei raccontarvene ancora tante… Se penso a quanta gente «cade in grave depressione» (e si suicida anche!) soltanto perché «si ritrovano da soli»… io sarei dovuta «farmi fuori» già da un bel pezzo!!!

Per oggi è tutto, di sicuro riapriremo il dibattito, perché credo sinceramente che tu mi abbia davvero fraintesa, o forse sono io che mi sono espressa male, non so. Non ho ancora capito bene se approvi o meno la mia iniziativa (visto le tue «provocazioni») mentre tu stessa spingi gli altri a ricercare la propria madre…Ci vuole tempo per conoscersi, ma forse un giorno ce la faremo… Ti auguro una buona settimana, alla prossima puntata.



Da: Belgianwoman                                                                                            Inviato: 23/06/2001 13.30

RISPOSTA  A  M.,  genitore adottivo

Cara M....,

Anch’io in questa discussione mi sento di dover rispondere, anche se non direttamente implicata: non essendo né figlia adottiva né genitore adottivo, mi è impossibile mettermi nella vostra pelle e capire fino in fondo sentimenti e emozioni di ciascuno di voi. In qualità di prima rappresentante della terza parte della «triade», vorrei però dirti:

è ovvio e più che naturale che tu ti senta un «genitore in senso pieno», perché l’adozione è un atto d’amore grande come il concepimento naturale, se non di più, e personalmente ho sempre avuto una immensa ammirazione per tutte queste coppie che desiderano ed amano cosi tanto i bambini da sacrificarsi una vita intera per dare un pò di felicità al figlio di un’altra… Sono dunque la prima ad esservi riconoscente, e vi dico, genitori adottivi, grazie di esistere!  Perché in mezzo a voi c’è qualcuno che si è preso cura della figlia che non sono stata in grado di crescere e perché, se non ci fossero persone come voi, che fine farebbero tutti quei bambini abbandonati… D’altronde, se tu vuoi tornare a leggere la discussione «Quanto aveva ragione Chicca» (mia risposta a L...), potrai constatare che sono stata proprio io, madre di nascita, a dire ai figli adottivi: «amate più che potete quelli che vi hanno dato amore, famiglia, casa, istruzione e benessere: i vostri genitori adottivi!», ecc, ecc... In compenso, una cosa mi ha molto colpito: ma come fai ad essere cosi sicura che tua figlia si sentira lei sempre «figlia tua in senso pieno»...???

Un conto è riuscire, con un pò d’amore e di comprensione, ad affrontare e superare «tutti quei problemini» di una bambina di 12 anni, ma tutta un’ altra cosa è riuscire ad entrare nel «giardino segreto» di un’ adolescente e di un’adulto! L’amore non basta per entrare nella testa delle persone… Tutti quanti abbiamo delle cose che teniamo solo per noi, e molto spesso sono proprio le persone «le più vicine a noi» ad essere le più lontane dalla realtà e dalla verità nonché ad essere spesso le ultime informate dei fatti!  (Potrei fare une multitudine di esempi, ma preferisco non allargarmi troppo). Il tuo amore non impedirà a tua figlia di interrogarsi, di chiedersi «di chi ho gli occhi o i capelli, da chi ho ereditato tale aspetto estetico, tale dono oppure talento (o purtroppo, a volte anche tale problema di salute), da chi ho preso questo carattere o temperamento»… Non puoi prevedere come crescerà «dentro» né come attraverserà l’età critica dell’adolescenza… A volte basta poco per turbare un equilibrio… Una madre «troppo» amorosa (e quindi, involontariamente possessiva) può provocare danni quanto una madre «assente», figuriamoci dunque se deve vivere con «queste due insieme»!

Anch’io da bambina «promettevo bene», crescevo felice e del tutto spensierata, sembrava non mi mancasse nulla, avevo tutte le possibilità e capacità necessarie per farmi strada nella vita, eppure…  La «crisi» è scattata, e ho scelto la strada sbagliata  senza neanche accorgermene... Ma la ragione di tutto questo, l’ho capito soltanto anni e anni dopo! Nessuno mi ha mai capita e conosciuta cosi male quanto mia madre! Lei non ha mai saputo percepire le mie esigenze profonde ed intime… E cosi potrebbe succedere a molti genitori adottivi convinti che il loro amore basta a rendere felici i loro figli!

E questa consapevolezza, l’ho acquisita qui, su questo sito, su FAEGN, grazie alle testimonianze di quelle persone che per te «si piangono addosso», ma che per me invece fanno sopratutto prova di una profondità e di una sensibilità molto superiori a quelle di tante altre… E forse un giorno, grazie a queste persone, grazie alla loro forza e alla loro tenacia, tanti figli e genitori naturali nel mondo riusciranno finalmente a mettersi il cuore in pace… Perché questo è lo scopo finale!!

Soltanto la chiusura mentale di tanti genitori adottivi italiani (di cui tu fortunatamente non fai parte) impedisce la creazione e la realizzazione di «un normale ed equilibrato rapporto a 3», il quale, gestito bene, non protrebbe che giovare a tutti quanti. Avendo già una certa età ed essendo io stessa vissuta malamente nei mondi più estremi (cioè, dai molteplici viaggi e dalla vita di lusso, ai quartieri spagnoli di Napoli; dalla vita da «rispettabile» impiegata, commessa o rappresentante di commercio ai lavori domestici o di «ragazza alla pari» presso varie famiglie, passando per i lavori in campagna e i lavori di gran fatica negli alberghi; dalla vita da «imprenditrice in proprio», alla vita in una comunità di accoglienza per «senza tetti»...), ho potuto sentire e essere testimone di tante varie storie di vita che effettivamente «non sono tutte rose e fiori» Ma nella vita, si cambia in continuazione, e a 50, 60 o 70 anni, una persona non sarà più quella che era a 20, 30 o 40 anni: per questo qualsiasi madre naturale, se lo desidera, dovrebbe avere il diritto di essere rassicurata sulla sorte del figlio che ha messo al mondo, molto più spesso nel dolore che nella gioia… anche se ha commesso degli errori in passato… Chi è senza peccati, scagli la prima pietra !!! Ed io sono convinta, che se a loro questa opportunità venisse offerta «naturalmente» (cioè, senza trauma da parte di nessuna delle altre parti coinvolte), ben poche sarebbero quelle che non richiederebbero notizie del figlio «a suo tempo» abbandonato.

Perciò sostengo con tutto il cuore questa comunità e siccome non è per domani una modernizzazione della legge in Italia, ribadisco a loro, figli adottivi «tormentati»: nel frattempo, lottiamo con i mezzi nostri, facciamoci conoscere il più possibile via questa rete, perché l’Internet, nel giro di pochi anni sarà davvero a portata di mano di tutti, come comincia già ad esserlo negli altri paesi più a Nord ! E sopratutto, continuiamo a fare capire che in «una triade adottiva», nessuno vuole rubare l’amore all’altro!!!

Michèle  (Madre «all’origine di una vita umana»…)

P.S. Vorrei aggiungere un altro piccolo esempio riguardo a: «a volte basta poco per turbare un equilibrio»..., perché non vorrei essere fraintesa e fare pensare che do soltanto la colpa alle madri!

Tua figlia potrebbe anche semplicemente prendersi una sbandata per un ragazzo che non la pensa come te e che te la porterebbe via (non dico fisicamente, ma mentalmente) mettendole in testa altre motivazioni o altre idee (nuove, ma forse anche destabilizzanti per lei), senza che nemmeno tu te ne accorgessi, perché lei, presa tra due fuochi e per paura di ferire l’una o l’altro, smetterebbe di parlare apertamente con te…

Con questo voglio dire che l’Amore, pur grande che sia, non basta a penetrare l’anima delle persone; che ci sono poi «tante varie specie di «Amori» che a volte possono competere tra di loro, e che non sempre quello materno sarà il più forte. Nessuno appartiene a nessuno e il fatto che un genitore adottivo si senta il bisogno di ribardire il suo grande amore in continuazione (come ho letto molto spesso), mi da l’impressione che si tratti sopratutto di un gran senso di insicurezza da parte loro… Sono dunque tre le parti ad avere bisogno di certezze

Perciò andiamo avanti con l’elaborazione di questa «triade», costruiamo questa forza nuova insieme, sostegnamoci a vicenda, aiutiamo tutti quelli chi si sentono il bisogno di sapere, è un loro diritto. Ci sono già tante ingiustizie in questo mondo, perché aggiungerne altre quando ci si potrebbe rimediare con solo un pò di apertura mentale, ciò non costa nulla… Questi figli non hanno chiesto di venire al mondo: perché allora, oltre già al dramma del loro abbandono, devono ancora soffrire (se cosi è) subendo quel eterno vortice interiore di domande senza risposte, mentre basterebbe forse riunire le 3 parti per rendere la serenità a tutti? Se il rapporto tra i vari componenti funzionerà poi o meno, ciò non importa, perché ognuno potrà allora decidere liberamente di proseguire o di interrompere i contatti. Quel che conta è SAPERE; è porre fine a quei tremendi dubbi e tormenti interiori….Ma forse tu non li hai ancora mai provati...???



----- Original Message -----
From: Michèle
To: ..............
Sent: Thursday, November 1, 2001 12:43 PM
Subject: Ciao M......

Cara M.....,
 
Come stai?  È un pò che non ti scrivo, ma quando sono depressa ho per cattiva abitudine di rinchiudermi su me stessa: non ho più voglia di fare niente, di sentire, di parlare o di corrispondere con nessuno perché, in quei momenti, più nulla ha un senso e ogni parole diventa cosi inutile (anzi, risuona come una mensogna). Resta soltanto la voglia di tagliare la corda con il resto del mondo, di essere lasciata in pace con la mia televisione e basta.

Ma ora sembra che pian piano mi stia riprendendo, probabilmnete grazie alla medicina antidepressiva che mi è stata consigliata di prendere e che, ad un tratto, comincia a fare effetto.

Ho ritrovato un pò delle mie energie fisiche e mentali anziché la voglia di vivere di nuovo normalmente, ma sopratutto ho finalmente potuto superare quel tremendo stato di panico e di terrore che mi distruggeva da mesi, e mi sto imparando a convivere con questa malattia... nonché con delle metastasi su tutto il corpo, visto che nel caso di un tumore della pelle, esse sono veramente «a fior di pelle» e si vedono...

Non ho nessun dolore, sto bene e mangio di tutto senza problemi. per i medici, sono considerata come essendo piuttosto «stabile»... nonostante la presenza di una lesione tumorale di 3,6 cm nel fegato... E di tanti altri noduli sotto-cutanei...

Continuo dunque ad «aspettare», aspettare ed aspettare ancora... Una attesa estenuante che non finisce più, perché «finalmente» i medici hanno preso una decisione, quella di «tentare» un intervento al fegato: ma non c’è posto per me prima del 20 novembre. Nel frattempo, non si fa nulla: si aspetta e basta.
 
Quella famosa sperimentazione di una vaccinazione di cui si parlava, non si può iniziare, perché prima dell’intervento perderebbe ogni efficacia. Anche una chemioterapia sarebbe poco efficace al mio stadio (la lesione avendo già superato i 3 cm) per cui non c’è altro da fare che stare lί a guardare l’evoluzione della malattia... E questo è il più angosciante di tutto: questo «non fare nulla».

Posso solo cercare di approfittare un pò di questi 19 giorni di «ferie» che ho davanti prima di subire quell’operazione – ritenuta dai medici come «pesante», e dunque, chissà quante sofferenze mi aspettano ancora – che di sicuro mi butterà di nuovo fisicamente e psicologicamente a terra, io che solo alla vista di un ago sono già terrorizzata!  Dopodiché potrò ancora solo sperare che questa mia «fase di assestamento» duri abbastanza a lungo per permettere a quel nuovo vaccino antitumurale di agire...

A parte questo «bolletino di guerra», non ho un gran che da raccontarti: non faccio niente se non correre da un medico all’altro, da un ambulatorio all’altro, da un esame all’altro... E non ho voglia di fare niente se non starmene chiusa in casa a fare niente: questo è il mio modo di «godermi la vita»... Con la differenza però che ora il morale è un pò più su e che se voglio trovo quantità di piccole cose da fare: già il fatto che mi rimetto a scrivere a qualcuno è buon segno.

Molto spesso mi viene da pensare: chissà che non si stia compiendo un piccolo miracolo e che la Madonnina di Lourdes abbia ascoltato le tue preghiere... e forse deciso di concedermi ancora una piccola tregua?

Perciò te ne prego, stammi sempre vicina, anche se solo cosi, virtualmente perché, stranamente, ti sento come se tu fossi stata mandata dal mio piccolo angelo custode...

Un abbraccio forte forte
Michèle

Di Michèle
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Sabato 19 luglio 2008 6 19 /07 /2008 13:46
De : Michèle                                                                                                                                  Envoyé : 26/02/2002 21:45

Ciao a tutti i veterani di questa comunity i quali conoscono bene le ragioni della mia latitanza.
 
Ci tenevo pero' a dirvi che sono felicissima di vedere incrementarsi il numero degli iscritti anziché crescere fortemente «la voglia di fare e di agire più concretamente» (in gran parte grazie alla sofferenza, agli sforzi e alla tenacia di M...... che non ha mai mollato questa bacheca un attimo e a chi volevo rendere un omaggio particolare).
 
Mi unisco poi a V..... per lanciare un incoraggiamento ai nuovi arrivati:
 
ABBIATE FIDUCIA IN FAEGN, questa comunità è in ottime mani.
ABBIATE FIDUCIA NELLE «COINCIDENZE» (a volte incredibili!) E NELLA MAGIA DELL' INTERNET. Il mondo è diventato ormai cosi piccolo che non ve lo immaginate neanche... Nascono centinaie di amicizie e di amori nuovi e felici tutti i giorni via il Net... Perché non dei «ritrovamenti» dunque?
ABBIATE FIDUCIA NELLA VITA, ci sono anche dei genitori (o dei parenti) naturali che stanno cercando i figli perduti ...(«allora», per sempre, non dimenticatelo mai!). Lasciate loro il tempo di adattarsi all'idea che «ora» un ritrovamento sarebbe forse (?) possibile, che «una piccola via» ora forse ci sarebbe.
 
In quanto a me, mi classificherei piuttosto nella categoria  degli «osservatori», perché cosi voglio rimanere ancora, finché non avro' raggiunto una fase «rassicurante» di stabilizzazione del mio male (purtroppo non è ancora il caso). La mia lotta essendo anche molto nello spirito, mi tengo volontariamente lontana da tutto cio' che potrebbe rendermi triste (credete forse che una «genitrice» possa guardare questa foto senza dolore...?) e ho cambiato radicalmente il mio modo di vivere.

Italia 1982 - 1987
 
Cio' non significa che vi ho dimenticati. Significa che ce la sto mettendo tutta per poter essere presente anch'io al vostro prossimo incontro... a Nord o a Sud... Personalmente amo la grande Roma quanto amo la grande Milano e vorrei tanto poterle rivederle un giorno tutte e due...
 
Forza dunque, e non mollate l'associazione!
Con affetto


 De : Michèle  (Message d'origine)                                                                                              Envoyé : 16/11/2002 21:52


Forse riusciro' a vincere la mia dura battaglia... La mia carne è ammalata... ma lo spirito è sempre forte... E per i tuoi 20 anni ci sono ancora, per ora in ottima salute!
Quest'anno ho rischiato di perdere entrambi gli occhi, ma il mio angelo custode ha guidato la mano del chirurgo... Ed è stato compiuto un vero miracolo!
No cara bimba mia, dovevo avere gli occhi per vederti per quando tu mi vorrai vedere...
 
Vi seguo poco, perché come ho già detto, mi tengo lontana da tutte le cose che mi rendono triste, cio' fa parte del trattamento. Ma so che ce l'avete fatta con l'Associazione, brave, brave, brave veramente, complimenti e grazie!
Un saluto in particolare ai «vecchi» della comunità.


 
Di Michèle
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Sabato 19 luglio 2008 6 19 /07 /2008 13:47
De : Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                          Envoyé : 29/07/2003 20:54

Ciao L....,

Ci sono, e ogni tanto vi leggo, ma a dirti la verità, non mi sento di dirvi niente... Non c'è nulla da dire, c'è solo da aspettare e da sperare che il destino si decida a riunire tutti quelli che si stanno cercando. Lo sai che io credo molto nell'Internet e nella vostra comunità. Mia figlia è maggiorenne, è stata riconosciuta alla nascita, ed in più ora le basterebbe solo un «clic» per trovarmi... Se nulla si muove, è perché non mi cerca, e basta...

So ora con certezza che si trova a Genova, in una famiglia molto per bene, e cio' mi ha già molto rassicurata e tranquillizzata. Sta a lei a decidere, io non faro' niente per sconvolgerle la vita ancora di più (anche perché non avrei un gran che da offrirle), e qualunque cosa mi succeda, a corto o a lungo termine, «la sua storia» e «le sue origini», le troverà, le ho largamente aperto la strada...

La vita continua e mi sento di avere ancora tante altre cose da fare senza stare li' a piangere sul passato, ecco perché non mi coinvolgo più nelle vostre discussioni...

Saluto la vostra tenacia a voi «duri», ce l'avete fatta con l'associazione e questo è già una cosa stupenda!!! BRAVI!!!



L’IPOTESI: IGNORAVA CHE AVREBBE POTUTO RINUNCIARE AL RICONOSCIMENTO
Partorisce in ospedale e abbandona il piccolo
 
"... Altro articolo oggi su LA STAMPA e sono letteralmente allibito... anzi... non trovo le parole adatte per esprimermi in meglio su quanto letto... E quel che più mi ha ferito profondamente... è l'ultima frase in merito al gesto di tale madre... «SENZA ESITARE UN ATTIMO»!!!!... E poi noi ci chiediamo come nostra madre naturale abbia potuto abbandonarci... Datemi voi una risposta... io non sò trovarla..."


De : Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                                       Envoyé : 13/09/2003 9:03

Ciao F....,
 
«E poi noi ci chiediamo come nostra madre naturale abbia potuto abbandonarci»
 
E vero, è difficile da capire per la stragrande maggioranza delle persone, eppure... se ci sono «migliaie e migliaie» di donne nel mondo che abbandonano un figlio «senza esitare un attimo»... (ti dico subito che non è stato il mio caso!)... Ci saranno pure delle ragioni...
 
Non tutti hanno la stessa visione delle cose e della vita, e non per tutti la vita è considerata come una «grazia» o come un «dono di Dio»... Per delle persone emarginate che spesso (come molto giustamente ha detto J....) «non volevano diventare genitore» ma che si sono viste diventarlo in un momento sbagliato, a controvoglia, per inganno, per stupro, per un malincontroso «incidente» o perché appartenenti ad una cultura ancora primitiva, ritrovarsi con una bocca in più da sfamare o con una tale responsabilità da assumere (nonché da mandare avanti per una vita intera), «quel felice evento» si trasforma in una vera e propria tragedia.
 
Capisco che per voi queste siano parole incomprensibili... Ma dal punto di vista di un genitore naturale, il fatto di lasciare un figlio è più spesso considerato come un atto, non andrei fino al punto di dire «di amore» (come già qui, sul sito, e con quanta ingenuità, ho già letto), ma come un gesto di «buon senso» e di generosità nei confronti di un essere umano che si verrebbe condannato ad un destino probabilmente molto brutto. Ma quel atto di buon senso, «quasi sempre» è generato da un «atto di disperazione». E questa è una parola che voi figli adottivi non potete e non riuscite a capire... Perché, se conoscete le sofferenze del cuore, per fortuna, quasi tutti (ancora una volta, chiedo scusa «alle eccezioni» presenti sul sito) vi siete ritrovati almeno al riparo delle sofferenze - oltre a quelle del cuore! - anche fisiche e materiali a cui la vostra madre naturale doveva «in quel momento» fare fronte...
 
I nostri due mondi e i nostri punti di vista sono dunque talmente opposti che dubito veramente ci si possa «capire» un giorno... Possiamo solo tentare di «ritrovarci» per metterci il cuore e l'anima in pace.
 
Ma per riuscirci, bisogna «prima di tutto» far uscire dall'ombra dei genitori naturali e, sopratutto, quando si fanno vivi, lasciarli parlare invece che cacciarli via.
 
Po' importa cosa dicono o non dicono, l'importante è che dicano qualcosa e che si formi una catena di solidarietà intorno a loro!
 
Se non, come potete pretendere che altri i cui hanno tutto interesse a rimanere nell'anonimato abbiano voglia di venire ad esprimersi qui!
 
Bacio F...... (e non vederci nessuno tipo di provocazione nei tuoi confronti!)


De : Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                                     Envoyé : 13/09/2003 9:52

Caro F.....,
 
Non posso fare a meno di dare una mia opinione su quanto hai scritto. A me invece sembra che per quanto riguarda il fatto di «capire»... sul sito, sono già state fornite spiegazioni a sufficienza... Non soltanto da me, ma anche da certi iscritti che hanno ritrovato la madre naturale e che hanno dovuto affrontare certe verità poco piacevoli. Ma che poi le tengono sotto silenzio...
 
Perché, uno dei problemi è anche che tanti figli adottivi si rifiutano di «capire» e di accettare quanto è già stato scritto, ed in modo anche abbastanza chiaro... Le risposte non le troverete restando «tutti accomunati tra voi adottati»... perché è proprio qui che sbagliate e che sollevate una marea di opposizioni... Grosso sbaglio! Finché non vi aprirete ad un dialogo aperto anche con i genitori naturali e adottivi (a cui si continua a sbattere la porta in faccia ad ogni intervento, e questo a nome della costruzione di una nuova «triade» la quale viene ampiamente «predicata» ma non messa in pratica!), non ci si «capirà» mai nulla di nessuno.
Spero che ogni tanto mi verrai anche a leggere sul mio sito (link), perché delle risposte a tutti quei «perché», ne sono già state espresse tante...
 
Con questo voglio dire, caro F....: SI, AL DIRITTO DI SAPERE! che potrebbe allora anche accomunare un sacco di gente (ed in questo mi sono impegnata a lottare al vostro fianco), anche se in posizioni contrapposte... Ma lascia perdere il diritto di «capire»... perché non c'è più sordo di chi non vuole sentire ...

Cordiali saluti


De : Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                                           Envoyé : 13/09/2003 15:20

Ciao F....,

Mi dispiace che tu non concordi e che tu non possa capire, ma purtroppo questa è la realtà che spetta a qualsiasi genitore naturale (che «già difficilmente») si deciderebbe ad affacciarsi a questa comunity. E, come ormai avrai potuto capire, è proprio li' tutto il nodo del problema...

O questa comunità resta per sempre FAEB («figli adottivi e basta»!), o si allarga finalmente e «realmente» ai genitori naturali cosi come era lo scopo in partenza... Ma in 3 anni, all'eccezione di una sola mamma che ha «miracolosamente» ritrovato la figlia, ben, di un genitore naturale, nemmeno l'ombra... Proprio perché, tanto, sanno benissimo che qui, nessuno li capirà mai...

Ognuno ha la sua storia e non ce ne sono due uguali; non possiamo soffermarci su ogni caso in particolare, dobbiamo analizzare la situazione da un punto di vista «universale» se non, non la finiamo più di scontrarci...

Ogni GN ha anche lui una storia completamente diversa, ci sono «dei buoni e dei cattivi»... Io mi ritengo nella via di mezzo, e se sono qui è perché, personalmente, non mi sono MAI «né fatta» «né rifatta» una vita; sono orfana di padre, di madre, di zii, di fratelli e sorelle, insomma di «una vera famiglia» che non ho mai avuto né da bambina, né da grande e neanche «da vecchia»... Sono sola al mondo, non ho nulla da perdere e non devo rendere dei conti a nessuno... Salvo a mia figlia... che accoglierei a braccia aperte... ma a chi non posso promettere «amore», tutto li'...  

E se avessi avuto la fortuna di trovarmi un qualcuno al mio fianco anni fa, posso assicurarti che mai avrei abbandonato mia figlia... Per cui anche a me, un caso come il tuo mi riesce molto difficile concepirlo... Ma accoglierei lo stesso tua madre con comprensione nel seno di questa comunity, perché questo è lo scopo di FAEGN!

Comunque la tua amarezza mi fa capire che, forse purtroppo è vero, qua su FAEGN stiamo inseguendo soltanto una vera e proprio utopia...



De : Surnom MSNBelgianwoman                                                                                                                              Envoyé : 14/09/2003 15:46

Ciao J.....,

Finalmente vengo fare un salutino anche a te, e ti ringrazio della tua presenza tra di noi.

Penso che ormai avrai capito un po' di più di quello che, del tutto involontariamente, hai scatenato sul sito, e spero che col tempo, grazie a te, questa comunity decollerà anche un po' per «noi»... dato che, anche se in un modo un po' diverso da quello che, qui su FAEGN, tutti si aspettano di trovare, sei un padre «biologico» e quindi anche un genitore naturale! E personalmente, i tuoi discorsi mi avevano immediatamente colpita: «finalmente» uno sfogo che usciva un po' dal solito tran-tran e che era riuscito a trattenere la mia attenzione... 

Il fatto è che, in seguito all'appello lanciato dal gestore «alle madri di nascita» ed anche a 2 o 3 messaggi che seguirono dopo (sempre rivolti alle madri di nascita), io già stavo riflettendo se «tornare sul campo» o meno, ma non avevo poi tanta fretta; avevo tante altre cose da fare prima di dedicarmi di nuovo alla causa la cui, pure ritenendola molto importante e necessaria, non era più nelle mie priorità. Mi ero già irritata quando ho visto che M....., finalmente e dopo tanti anni di sforzi, era riuscita a farsi intervistare e a fare pubblicare un articolo sulla Stampa (evento che ritenevo una grandissima vittoria e di grandissima importanza per il sito)... e che su quasi 300 iscritti, solo 3 persone si erano dato la pena di reagire per complimentarla. Io ero nell'ombra, e cominciavo già a «bollire», indipendentemente da te... Era mai possibile che nessuno ci leggeva nel mese di agosto? Dove erano tutti quei iscritti... Quante volte su FAEGN si era fatto la stessa triste constatazione!!!

Poi ci fu il tuo messaggio, e «malincontrosamente»... ci furono le reazioni di V.... e di C..... che volevano cacciarti via, tu un padre naturale che finalmente «partecipava», solo perché non eri del tutto in linea con l'argomento!!! Quelle parole mi mandarono in bestia, ma servirono soltanto ad anticipare i tempi... di quello che mi stavo già preparando per dire e che ormai ho detto.

Ben, ormai che avrai capito meglio lo scopo di questo sito, in caso conoscessi altri padri o madri naturali come noi, facci un po' di pubblicità a fine che finalmente «anche noi» possiamo dialogare un po' tranquillamente e nell'anonimato tra di noi!

E non te ne andare, ho bisogno di te!


De : Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                                        Envoyé : 15/09/2003 20:13

Ciao C.......,

Solo due righe, per dirti che anche noi due abbiamo un «piccolo pezzo di storia» che si assomiglia, e nello stesso tempo nelle due posizioni opposte...
Quando io rimasi incinta, «il padre» aveva una relazione con me de circa tre mesi,... mentre aveva la moglie incinta di 6 mesi...
Io decisi di non abortire mentre mi trovavo già in una situazione difficile, e ingannai lui, dicendo che avevo abortito... Lottai per 4 anni, e dalla disperazione, alla fine dovetti arrendermi perchè invece che migliorare, la mia situazione non faceva che peggiorare... Forse un'altra al posto mio sarebbe andata a rovinare una famiglia...
Era solo una riflessione mia cosi, che mi sono sentita di dire leggendo il tuo msg.
Ciao, e grazie di essere qui con noi.


De :Surnom MSNBelgianwoman2 Envoyé : 16/09/2003 6:58

Ciao J.......,

Se posso senza difficoltà capire le tue risposte precedenti, lasciami dirti che stavolta quella ultima frase piena di ambiguità mi rende veramente molto perplessa.

Perché se la «indecenza» di cui parli è rivolta a me, veramente mi stupisci, specialmente poi venendo da un uomo che, nella più stragrande maggioranza «santi» di sicuro non sono... Ma sopratutto intervengo subito perché non vorrei che C..... lo interpretasse cosi male come mi sembra (???) lo stai facendo tu... Io stavo soltanto cominciando a raccontare un pezzetino piccolo piccolo della mia storia, e «in dolcezza», proprio per non urtarla. Ma se già alla prima riga ci vedi dell' indecenza, allora a che serve continuare?

Questo fa soltanto parte «dell' altra faccia della realtà» di cui parlavo giorni fa, e non ha nulla di offensivo. Tra le madri di nascita, ci sono anche migliaie di donne o ragazze che sono state sedotte o che si sono innamorate di un uomo sposato, questo succede tutti i giorni da secoli ; per cui non vedo proprio cosa c'è di male a parlarne... Non tutte le loro mamme di nascita sono delle sante o delle principesse, mi sembra che devono pure prendere coscienza «anche di quello».

Ben, ora devo scappare. A presto


De :Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                    Envoyé : 17/09/2003 19:56

Caro J.....,

Permettimi di intervenire e di venire a frenare un po' questa nuova utopia! Non esageriamo, e non confondiamo una grande «tristezza» o un profondo dolore e malessere interiore (o esistenziale) con la depressione... che effettivamente è stata riconosciuta come una vera e propria malattia psichiatrica e che come tale va curata in istituto specializzato o in ospedale. Un vero «depressivo» vive l'inferno, non riesce neanche più a lavorare né a guidare una macchina, ed a uscirne fuori spesso ci vogliono anni di trattamenti. Mi ricordo ancora di un intervista fatta in TV alla Sandra Mondaini che ha attraversato due terribili malattie, cioè la depressione e il cancro... E dichiarava che se avesse potuto scegliere tra tutti e due, avrebbe ancora preferito il cancro!

E tra i figli adottivi che sicuramente avranno attraversato grandi sofferenze, come ogni essere umano ne attraverserà nel corso della sua vita (chi prima, chi tardi), mi sembra di vedere «in fin' dei conti» tutte persone sane di mente e avendo una vita tutto sommato abbastanza felice e normale, con un coniuge e dei figli, con un lavoro decente, e senza tanti drammi intorno (salvo quelli personali, come la separazione o la perdita di una persona cara, cose che purtroppo, un giorno o l'altro, capitano a tutti)...

Il tuo ragionamento, quindi, vorebbe a dire che prendete i medici e i giudici per degli imbecili...

Teniamo i piedi ben saldi in terra... E se veramente volete espandervi e far sentire la vostra voce in modo da riuscire a far cambiare una legge, sarebbe ora che vi mettiate a scendere numerosi in piazza, a fare delle raccolte firme, ecc... Insomma, praticare anche voi «lo happenning»... Io personalmente vi sto soltanto invitando a praticare anche quello «virtuale», in più delle altre forme di battaglie già previste dai fondatori dell'associazione...

Ben, ormai penso che tutti l'avrete capito... Perché se già sono pochissimi quelli che si degnano di scrivere anche solo poche righe ogni tanto, solo per manifestare la propria presenza e dare conforto agli altri dicendo loro un semplice piccolo «ci sono»... come potete sperare di riuscire a riunire delle persone pronte a manifestare in piazza! E se non vi manifestate «in massa», come potete sperare di far cambiare la legge!



De :Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                    Envoyé : 18/09/2003 19:56

Ciao caro J.....,
 
Non c'era nessun tipo di provocazione nei tuoi confronti nella mia risposta, perché mai dovrei prendermela con te? Hai detto la tua, ho detto la mia, tutto li'.
Anche a me piacerebbe poter rifare il mondo. Ma quello ormai è marcio e tutto il pianeta è ammalato. E noi piccoli cosa possiamo cambiare a tutto quel gigantesco sistema di corruzione?
 
Dico soltanto che prima di riuscire a far passare un figlio adottivo per un «ammalato» o per un «depressivo», ce ne vuole......... e ce ne vogliono........ di soldi (tanto da corrompere giudici, testimoni e avvocati!) e di fredda determinazione per impegnarsi in una simile battaglia giudiziaria! Ben, chissà, se qualcuno vuole provarci, sarà affare suo... Ma di certo non è una soluzione «di massa", cioè quella di cui questo gruppo ha più bisogno.
 
Va bo, lasciamo perdere, a quanto pare il discorso non interessa nessuno qui, visto che da un po' di giorni siamo di nuovo solo noi due a chiacchierare sul sito. Io me ne torno alla creazione del mio. Ciao amico 



«Un violento temporale», edizione 2003...


De :
Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                    Envoyé : 19/09/2003 19:56

Ciao cara R.....,

Sapessi quanto sento il tuo smarrimento... Sono andata a leggere un po' di più della tua storia e vedo che, anche a te, la vita non ha fatto tanti regali ... Una sola cosa verissima è stata detta di recente: io non conosco assolutamente nulla dell'adozione e del mondo dei figli adottivi... come tutti gli altri genitori naturali... e mi riesce dunque difficile trovare le parole giuste per consolarti o consigliarti, né in un senso, né nell'altro. Sono solo un essere umano che conosce talmente bene il significato delle parole sofferenze e abbandono e che per questo in questo momento si sente cosi vicino a te. Anch'io come te ho provato tanta amarezza perché frequentando questa comunity mi ero illusa che mia figlia mi avrebbe subito cercata e trovata... Ma penso che nonostante tutto, dobbiamo comunque tentare di andare avanti, se non per noi almeno per gli altri, ma senza nutrire tante illusioni.
Ti faccio un bacione forte e forte, ti mandero' qualche bel fiore ancora ogni tanto... ho scoperto quel meraviglioso sito cosi «colorato» da poco, e quanta pace e serenità mi da visitarlo...


De :Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                             Envoyé : 15/10/2003 20:21


Cara .......,

Veramente faccio molta fatica a capirti e a trovarti qualche scusa per questi tuoi attacchi nei confronti di chi non ti ha fatto e detto nulla di male o di sbagliato, tutto al contrario. Ti ho ringraziata col cuore per il tuo sostegno, sono stata la prima a mandarti un msg di conforto quando ti ho sentita cosi male e cosi in pena, esattamente nello stesso modo in cui mi sento sempre vicina a qualunque persona che «soffra»... anche di tanti mali molto più gravi, intensi, dolorosi e «veramente" drammatici, del tuo...

Mi sembri un animale ferito a morte, e non riesco ancora a capire in che cosa ti possa avere tanto offesa. O piuttosto, mi sembra soltanto adesso di capire che tu te la sia presa per la parola «pregiudizi» che ti assicuro non era per niente rivolta a te. Ma se ti sei sentita cosi «centrata» da questa parola, sarà forse perché ti ci sei istintivamente «rispecchiata dentro»... e sarà forse perché «la verità fa male»?

Io me la sono presa all'inizio coi «gestori» del sito perché avevo un mio rancore personale da sfogare nei loro confronti e l'ho fatto "chiaro e tondo" senza tanta ipocrisia (mi sembra?) come è nel mio carattere di dire le cose in faccia e di dire quello che penso. E quindi non sarai tu a farmi cambiare ad un tratto, né a trasformarmi in «una mamma amorevole col cuore spezzato» che non sono o a farmi venire qui a raccontare un sacco di bugie per continuare a «cullarvi di illusioni» riguardo alle vostre «fantasticherie»!! Credo tu abbia ultimamente la mente un po' confusa e che stai ormai vedendo solo il male in tutto quello che dico o scrivo. Ma sopratutto, stai invertendo i ruoli...!! Perché qui, sei tu che non accetti una persona che non la pensa come te o come tutti voi... perché siete tutti con lo stesso problema e che vedete tutti le cose nello stesso modo!! No cara ....., non si tratta di mancare di rispetto a nessuno, si tratta solo di «guardare anche un po' la realtà in faccia», e di «demistificare» un po' quell' immagine che vi fate della vostra «mamma» naturale ... Perché il giorno che troverai la tua, ci sono buone probabilità che tu ti ritrova davvanti una donna «ipocrita, villana, ignorante», ecc, ecc... come me!!! E dovrai pure accettarlo!!!

Un conto è partire «consapevolmente» in cerca delle proprie origini (e per questo sono qui, perché ritengo sia un vostro DIRITTO fondamentalmente e che ritengo dunque la causa giusta), ma tutta un' altra storia è continuare a volere «idealizzare» una figura di una mamma «santa donna», sopratutto quando ci si pretende adulto!!! No, cara, purtroppo bisogna fare i conti anche con la realtà... Il mondo non è cosi bello, buono e tutto pieno di «amore» come sembra... Meglio che ti svegli un po'...

Non posso venire qua a raccontarvi delle favole dicendovi che piango mia figlia ogni giorno da anni e anni, perché sarebbe solo un sacco di mensogne! E io, ipocrita, cara, non lo sono stata mai!! Mi spiace tu non abbia capito nulla di tutto cio' che ho scritto fin' adesso. Peccato, ti credevo più all'altezza. Ben, riposati un po', schiarisciti un po' le idee perché le mie, le ho ben chiare... E mando avanti il mio progetto che spero servirà da «trampolino» tra certi figli adottivi «maturi» e certi genitori naturali, QUALUNQUE TIPO DI «GENITORE» ESSI  SIANO O QUALSIASI COSA LORO ABBIANO FATTO DI MALE O DI SBAGLIATO NELLA LORO VITA! E senza nessuna distinzione o discriminazione di cultura o di educazione... Ciao


Di Michèle
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Lunedì 21 luglio 2008 1 21 /07 /2008 11:27
De : Surnom MSNBelgianwoman2                                                                                                              Envoyé : 7/11/2003 18:15

Brava I....! Stavolta devo dire che concordo in pieno con te!
E comunque, ecco qualcosa che dovrebbe finalmente porre la parola fine a tutto quel «mascolinismo», perché ora è proprio di quello che si tratta e non più di solo discorsi generici sul parto anonimo o sulla paternità! (Beh, si, sto quasi per arrabbiarmi di nuovo !)
 
BELGIO - "Entro i prossimi cinque anni la prima pillola anticoncezionale per uomini sarà sul mercato. La pillola maschile sarà sicura quanto quella femminile e con meno effetti secondari. Non attenterà alla virilità, e secondo l'andrologo Bo Coolsaet, essa darà inizio ad una vera rivoluzione sessuale nei costumi. «In una società di parità tra uomini e donne, gli uomini non avranno più scuse per pretendere dalle donna l'uso della pillola. Negli anni a venire aumenterà la pressione sociale su di loro». Inoltre, cio' darà facoltà a tutti e due i partners di scegliere con piena consapevolezza se e quando avere figli." (Articolo www.rtl.be)
 
Insomma, mi sembra già abbastanza che noi povere donne abbiamo da subire per 30-40 anni di vita tutti i dolori, dolorini e fastidi del ciclo mestruale, che dobbiamo subire il peso, la stanchezza e i dolori che inevitabilmente comporta una gravidanza, che dobbiamo soffrire (e non poco!) per partorire per infine dovere ancora subire tutti i problemi legati alla menopausa.
E dovremmo pure inginocchiarci davanti a quei signori per decidere della sorte del figlio che NOI abbiamo in grembo!!! Senza poi parlare di tutto quel doppio o triplo lavoro che ora le donne svolgono perché anche costrette a lavorare per mantenere tutta la famiglia... mentre LORO si fanno servire in casa per tutta la vita...!
 
Ebbene, NO, signori maschi, mi sembra che in materia di decidere per noi sul dove e come partorire, non avete proprio voce al capitolo!
 
Voglio anche ricordare che se una donna deve partorire nell'anonimato, ci sono 95% di probabilità che lei sia stata la PRIMA vittima, vittima di uomo CHE SFUGGE ALLE SUE RESPONSABILITÀ!!! Quando non è stata ingannata o violentata......
 
Detto questo, chissà cosa succederà fra pochi anni quando si darà vita ad un figlio clonato dalle proprie cellule!




Di Michèle
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Lunedì 21 luglio 2008 1 21 /07 /2008 11:37
----- Original Message -----
From: Michèle
To: ................
Sent: Friday, January 23, 2004 7:13 PM
Subject: Benvenuta

Ciao I....., e grazie per la tua iscrizione e la tua e-mail privata.
 
Ti sei iscritta al Newsgroup MSN «Abbandono e Adozione» che ho creato pochi mesi fa, quando ero, diciamo, «in preda ad una crisi di rabbia» nei confronti del sito Internet di cui sicuramente parli (FAEGN) il quale accomuna dei figli adottivi per la maggior parte non riconosciuti alla nascita (legge sbagliata, tutta all'italiana!) che tentano disperatamente di risalire alle loro origini, un «SAPERE» che - come negli paesi europei - sicuramente spetta loro di diritto e che, secondo me, va attivamente difeso.  Ma altre cose non condivido con loro (tra cui, la ricerca di un «amore» materno fantasioso, una scala dei valori diversa e un' interpretazione diversa della parola «dramma», dolore o sofferenza). E cosi si è stabilito un rapporto un tantino conflittuale tra noi... pure stando tutti d'accordo sul principio del DIRITTO fondamentale alla conoscenza delle proprie radici.
 
Io sono belga, ho 55 anni, e da 8 anni sono tornata a vivere a Bruxelles dopo aver vissuto 20 anni in Italia laddove, come te, ho lasciato una figlia (ora di 21 anni), data in adozione all'età di 4 anni. Anch'io vorrei avere notizie di lei (so che è stata adottata da una famiglia di Genova) e poterle consegnare il suo «album di famiglia»... perché penso sia un dovere farlo prima di morire (ti parlo cosi perché lotto contro la malattia), ma niente più.
 
Non so' nemmeno se avrei voglia di incontrarla (una foto mi basterebbe), perché non provo nessun tipo di sentimento nei suoi confronti. Mi sento soltanto colpevole di averla messa al mondo per poi abbandonarla, solo perché non ho avuto il coraggio di abortire, e vorrei solo poter chiederle perdono per la sofferenza che le ho inflitto.
 
Ma vorrei anche farle capire che la sua adozione è stata per lei una gran fortuna nonché un' opportunità che dovrebbe saper cogliere. Perché se fosse rimasta con me, avrebbe conosciuto solo miseria e sofferenze ben più grandi di quelle che sta vivendo ora; perché, negli anni che seguirono, se non l'avessi fatto, probabilmente sarei finita barbona a chiedere l'elemosina per strada... (visto tutti gli aiuti che i servizi sociali davano in un paesino di mare 20 anni fa alle ragazze-madri in difficoltà!). Per me e per lei, l'adozione era l'unica via di salvezza, e mai per un solo istante ho rimpianto la mia decisione, tutto al contrario, sono felice di saperla al riparo della fame, dell'emarginazione e del vagabondaggio...
 
Non sto li' a raccontarti la mia vita perché è talmente complicata, tormentata, triste ed infelice che da piu' di 3 anni sto tentando di scriverla, ma non riesco a mettere insieme tutti pezzi del puzzle e a finirla.
 
Insomma, se dovessi cominciare a soffermarmi su tutte le mie sofferenze (morali, affettive, materiali e fisiche) piangerei tutti i giorni dalla mattina alla sera (che bello essere figlia «naturale»...!)
Invece, tutti i giorni mi guardo allo specchio e mi dico: ma quanta fortuna ho! Ho ancora la testa lucida, ho le mie due mani, ho una gamba e mezza ed un occhio e mezzo per essere autonoma e non dover (fin'ora) dipendere da nessuno per lavarmi, vestirmi o mangiare...
Ma quanta fortuna ho! Non sono più in mezzo alla strada... «Finalmente» (a 52 anni!) ho trovato un lavoro che mi dà da vivere, modestamente ma tranquillamente, «finalmente» ho un tetto sulla testa, con un letto mio, l'acqua calda e il riscaldamento. Insomma, per sopravvivere, ho imparato a guardare il lato positivo delle cose...
Cosi, ogni giorno ringrazio il cielo per questa nuova giornata «di vita» pensando a tutta la miseria del mondo, a quanta gente sta tanto peggio di me, a quanta gente non ha tutta questa fortuna! E cosi riesco ancora a tirare avanti...
 
Ma quando penso a mia madre che mi ha lasciata troppo presto orfana, le grido soltanto: «mamma, ma perché mi hai messo al mondo?»
 
Ecco per la mia presentazione... Un po' triste vero?
 
Per il resto troverai parecchio da leggere sul sito, di cui pero' ho smesso di occuparmi,  l'argomento «adozioni» essendo per me di interesse del tutto secondario. Lascio la comunity aperta per fare da gancio ad eventuali genitori naturali che come te, sarebbero in cerca di un loro figlio in Italia e per indirizzarli verso il registro di FAEGN, dove potrai consultare tutta una lista di figli adottivi in cerca delle loro origini. Chissà che non ci peschi la data di nascita di tua figlia? È già successo una volta, ci sarà pure un giorno un seconda, poi una terza...?
 
Purtroppo molti figli adottivi provano forti rissentimenti nei confronti di questa madre naturale che li ha abbandonati, e sul forum rischi di ritrovarti presto «sul banco degli accusati» invece che compresa, perché loro non sono in grado di capire le sofferenze e motivazioni «nostre» di allora... Per questo ho creato il mio sito dedicato solo «a noi», per poter parlarne tra di noi.
 
Puoi scrivermi privatamente o pubblicamente sul sito, come meglio ti senti.
Per ora ti saluto, bacione.


----- Original Message -----
From: Michèle
To: ............
Sent: Thursday, October 14, 2004 12:43 PM
Subject: Ricerca madre naturale

Ciao ....

......... Mi si spezza il cuore quando leggo del tuo inizio di vita, per tanti anni ho avuto tanta paura che mia figlia finisca come te in un orfanotrofio. Ma ora so che sta bene in una famiglia, e ormai aspetto che sia lei a cercarmi.
Bacio
Mi chiamo Michèle


---- Original Message -----
From: Michèle
To: ...........
Sent: Sunday, October 17, 2004 9:31 PM
Subject: Re: Ricerca madre naturale

Ciao .....,

......... So che anche mia figlia è stata poi adottata da une famiglia e spero che, come te, anche lei ne abbia trovato una splendida: è con quello scopo che vi "lasciamo"...
 
Per ora ti lascio, sono contenta di averti sentita... e buona lettura: http://sosabbandono.webbuilder02.hostbasket.com
Un bacio

P.S. SITO  ORA  CANCELLATO  PERCHÉ  TROPPO  COSTOSO,  MA  CHE  FU  SEGNALATO  SIA  SUL  SECOLO XIX  (link)  CHE  SU  LA  STAMPA (link)



----- Original Message -----
From: Michèle
To: ........................
Sent: Monday, November 29, 2004 10:27 PM
Subject: 18/11/82 : Articolo sul Secolo!

Carissima,

Sapessi la mia sorpresa apprendendo da te all'istante che la mia lettera è uscita sul giornale di Genova!!! Io ero in contatto con il giornalista da parecchi giorni, ma non pensavo mi avesse pubblicata!

Spero avrà scritto anche che io sono in Belgio e che non posso procurarmi il Secolo XIX da qui: quindi, ti supplico, potresti tenerti una copia dell'articolo e farmela avere (per posta o via e-mail se hai lo scanner)??? Perché non so nemmeno quando è uscito!!!
Grazie, grazie e ancora grazie per la tua risposta per me cosi inaspettata, è stata un colpo anche per me credimi!

Ti faro' poi sapere di più sulle mie condizioni di vita di «allora» e di adesso ancora... Capirai meglio le mie motivazioni (se le vorrai poi ancora sapere ovviamente). Ma per me ora è primordiale entrare in possesso di quel articolo, cosi possiamo anche proseguire la battaglia per tutti i figli adottivi che sono in cerca della madre naturale.
 
Bacione, rispondimi presto ti prego
Michèle
 

 
La mia lettera pubblicata sul Secolo XIX il 17 novembre 2004 in occasione del 22esimo compleanno di mia figlia


 

«18 novembre 1982: cara Eleonora ti sto aspettando»

Lettera aperta a mia figlia

 

Verso circa la metà dell’anno 1987, mi arrivò una lettera dal Tribunale dei Minorenni di Genova: ero invitata a recarmi a fine dicembre presso la loro Corte per difendere il mio diritto di maternità… In caso non mi fossi presentata, veniva dichiarato il tuo stato di adottabilità.

Pochi mesi prima ti avevo affidata ad una famiglia che conoscevo, vicino al posto dove, dal 18 di novembre 1982 in poi, ti avevo cresciuta durante i tuoi primi 6 -7 mesi di vita e dove allora avevamo ancora un piccolo buco di casa, in un buco di paese dell’entroterra albenganese. Ma il guaio era che io mi trovavo cosi lontana dalla Liguria e che, per raggiungere Genova da Napoli, ci voleva anche qualche soldino da parte e la possibilità di assentarsi dal lavoro per almeno 4 giorni; ed io quelle due piccole opportunità non le avevo. Il lavoro era derrata rara e dormire in albergo, anche se da due soldi, costava caro.

 

Famiglia non ne avevo, gente a cui chiedere aiuto nemmeno. Dopo quattro anni di lotte incessanti a girovagare per mari e monti, cambiando città o paese ogni mese e saltando da un treno all’altro (con una decina di valigie in mano e spesso con te sotto braccio), io forze non ne avevo più, né fisiche, né mentali… Eppure Dio sa se quest’ultime, come la speranza, da me sono dure da morire! Un lavoro, una casa, una spalla a cui appoggiarci, un futuro qualsiasi per noi due non c’erano. Ho fatto l’unica cosa che mi restava da fare per la nostra salvezza: tentare di salvaguardare almeno il tuo avvenire. Tu ancora hai la vita davanti a te, cerca di non sprecarla come l’ho sprecata io… perché è per la tua felicità che ho rinunciato a te.

 

Io non ti sto cercando perché più o meno so dove sei e perché so che stai bene… almeno apparentemente. Ma dentro..., "come stai"? Non ti sto cercando perché non voglio turbare né te né la famiglia che da 17 anni si prende cura di te con amore. Non ti sto cercando, perché senz’altro non saprei cosa dirti né come spiegarti. Non ti sto cercando perché sicuramente non capiresti e perché temo la tua rabbia, il tuo rancore, la tua incomprensione. Però è importante che tu sappia che se non ti sto cercando ti sto invece aspettando. Presto o tardi il cancro avrà ragione di me ed è importante che tu sappia chi sei e da dove vieni. Un essere umano non può vivere serenamente senza conoscere le proprie radici. Una donna che mette al mondo un figlio non può vivere o morire senza MAI farsi conoscere, è DISUMANO !

 

Ciao Eleonora: sicuramente in questo giorno speciale del tuo compleanno sei molto triste e chissà da quanti tremendi pensieri sei assillata. Vuoi sapere se oggi ti sto pensando? Ecco la mia risposta. Mi vuoi conoscere? Devi solo accendere un PC e collegarti a Internet: farai presto a trovarmi.

 

Da Bruxelles, la tua mamma biologica


 

... Lettera alla quale

Risponde la giornalista, Luisa Forti

 

" Cara amica, pubblico la sua lettera con grande apprensione: dopo aver tolto tutti quei riferimenti che potrebbero dare modo a sua figlia di riconoscersi. La sua è una storia sfortunata e dolorosa. Lei non ha pensato a come sua figlia potrebbe reagire di fronte alla sua mamma "biologica"? Cara signora, i figli sono di chi li alleva, non di chi li fa. Le più moderne scuole di pensiero ci riferiscono dei drammi che potrebbe subire una creatura adottata, e già inserita nel mondo, nel dovere incontrare la mamma biologica, mai conosciuta. Signora, sia generosa e ci ripensi. Voglia veramente bene a sua figlia e la lasci vivere dov’è. Il rischio è grave: quello di squarciarle il cuore."

 


 

Domenica 28 novembre 2004

Articolo pubblicato sul «Secolo XIX» - A cura di Marco Menduni

 

 

Numerosi fatti sono stati deformati o non rispettano l’ordine cronologico: per cui troverete dei paragrafi separati con l’aggiunta di varie annotazioni in rosso, il che significa che piano piano seguiranno le dovute correzioni...

Nel frattempo, ecco la versione integrale :

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Lasciò la bambina e si trasferì in Belgio. La giovane ora ha 23 (sic! 22) anni e vive a Genova


Appello alla figlia data in adozione


La madre: «non la cerco, ma spero che lei mi voglia parlare»

 

Genova - Vive in un appartamentino di Bruxelles e trascorre le serate al computer, su Internet. Cerca si stabilire un contatto con la figlia che nel 1987 ha lasciato in adozione. «Per povertà, stanchezza, disperazione», racconta Michèle Brock, 56 anni. Dopo un’esistenza difficile, gravemente malata, lancia il suo messaggio sulla rete. «Ho saputo che mia figlia, che oggi ha 23 (sic, 22!) anni, vive a Genova. Non la cerco e non voglio turbare la serenità di chi l’ha cresciuta. Ma desidero che lei, se lo vorrà, possa trovare me». Alla giovane ha anche scritto una lettera: «Posso spiegarti tutto. Ho fatto l’unica cosa possibile per salvare la tua vita».

Menduni a pagina 7

 



 

 

LA STORIA - Nel 1987 la donna aveva affidato la bimba a degli amici perché non era in grado di mantenerla. Ora è molto malata

 

« Vorrei solo ritrovare mia figlia »

 

Michèle Brock sa che la ragazza è stata adottata e vive a Genova

 

Bruxelles. Dall’unica finestra dell’appartamentino di ventotto metri quadrati, in rue dell’Araucaria, la visuale dell’esistenza è obbligata. Gli alberi, il Palazzo Reale, la (relativa) tranquillità che scandisce i tempi di una capitale meno caotica di tante metropoli europee. E’ uno scrigno appartato, un cammeo, un laboratorio di alchimista dove meditare e ripercorrere l’esistenza. Qui Michèle Brock dedica le sue serate a scrivere. Affida a Internet la sua missione. Ritrovare la figlia che, nel 1987, ha lasciato in adozione «per povertà, stanchezza, disperazione». Sa, ed è l’unica cosa che è riuscita a sapere, che la ragazza vive a Genova. Ha ventitré anni. (Sic! 22) «In realtà — racconta — non la cerco. Ma voglio che lei, se lo vuole, possa trovarmi». Le ha anche scritto una lettera, pubblicata dal Secolo XIX (a pagina 39, nell’edizione del 17 novembre).

Una vita, quella di Michèle Brock, che sconvolge le convinzioni più radicate, che sfugge ai più scontati (e logori) luoghi comuni. Contrassegnata da scelte importanti e dolorose. Abbandonare la figlia di quasi cinque anni, convinta che «era meglio l’adozione, per darle un futuro sereno, per regalarle una vita migliore». Così come fuggire a diciassette anni dal collegio, da un destino che le spianava l’agiatezza, per insofferenza alle regole. Per amore della notte, della trasgressione, della clandestinità. E, oggi, ringraziare la malattia (un melanoma) che sette anni fa ha iniziato a scandire il conto alla rovescia. Sembrava ineluttabile; Michèle però è ancora qui. «Ero in miseria, dormivo sulla strada (ben, non proprio, ma ci è mancato un pelo...) Quando mi hanno diagnosticato il male, ho iniziato a godere degli aiuti sociali. Qualche soldo, una casa». Cinque anni di vita, fu il responso di allora. «Invece ne sono trascorsi sette. La malattia non è debellata ma ha rallentato il suo corso; ho trovato un lavoro, sono una dipendente pubblica». Uno stipendio da 1.137 € (che saranno di meno dal gennaio del 2005 in poi) al mese per pagare l’affitto e garantirsi una sopravvivenza dignitosa, non più stentata.


Michèle ha trascorso un intero pomeriggio, quello del 16 novembre, seduta alla scrivania in quel minuscolo open space che è la sua abitazione. Seduta davanti al computer, a picchiettare sulla tastiera e a riempire gli spazi vuoti del suo sito Internet. A scrivere una lettera alla figlia. Nata il 18 novembre 1982, vissuta insieme alla madre per cinque anni. Finché Michèle, allo stremo, costretta dal suo lavoro di entraineuse a vivere con la valigia in mano, «senza più forze fisiche e mentali», ha deciso di affidarla a un’altra famiglia. (O, più esattamente, a "ancora un’altra famiglia", la sesta...) Una famiglia che, è riuscita a sapere, vive a Genova. E’ l’unica informazione, perché tutte le altre sono protette da una coltre granitica di segretezza e di silenzio. «Io non sto cercando mia figlia — ripete Michèle Brock — e non voglio turbare la serenità di chi da diciassette anni si prende cura di lei. Non la sto cercando, ma la sto aspettando. Voglio che sappia che, se mai lo vorrà, io sono qui. Pronta a spiegarle tutto».


Michèle Brock è una signora di 56 anni. Nelle sue rughe si intrecciano la memoria di una bellezza giovanile sfrontata e intrigante e i dolori di una vita difficile. «Sprecata», sussurra scuotendo la testa. Figlia di un industriale belga della plastica, orfana (di padre) a due anni. E' la madre che prende in mano le redini dell’azienda di famiglia e Michèle che finisce in collegio. Studia da ereditiera e apprende cinque lingue. A diciassette anni fugge per la prima volta. «Volevo ballare, mi piaceva vivere la notte. Amavo i locali». Sfumano il diploma, sfuggono le specializzazioni. Ma sono gli anni dei soldi facili, del mondo rutilante e psichedelico delle discoteche. «Prima barista, poi ballerina». Infine entraineuse.


L’avventura italiana si preannuncia propizia. Ingaggi, richieste, l’opulenza mazzettara degli anni Ottanta. Michèle si stabilisce in un paesino nell’albenganese. Lavora nei locali di Genova e della Riviera. (Sic) «In quegli anni è morta mia madre e ho ottenuto anche una grossa eredità». (Sic)Poi l’incontro con due uomini. (Sic! Con una vita di notte e avventurosa come la mia, mi viene proprio da ridere...) «Il primo mi ha coinvolto in una serie di operazioni immobiliari fallimentari e mi ha portato via tutto. (falso, non è andata cosi) Il secondo era sposato. Mia figlia è figlia sua. Non l’ha mai saputo, ma io ho deciso di tenerla». (Sic! – Vedi 2001, messaggio intitolato«A PROPOSITO DEI PADRI») Decisione tanto coraggiosa quanto insostenibile: «Non volevo più lavorare nei night. Ma non sapevo fare nulla. Nulla. (Sic!!!) Ho tentato come cameriera, ma non riuscivo a mantenere me e la piccola. Lo stipendio se ne andava via in baby-sitter». (E famiglie varie..)

Torna, Michèle, ai flute, allo champagne, ai tavolini fumosi. Il nuovo eldorado si chiama Napoli, ma lei non è più giovanissima, non è più desideratissima. «Ogni quindici giorni si cambiava locale. Lasciavo la piccola da sola in pensione, rincasavo alle cinque del mattino, alle sette la portavo al nido. Dormivo qualche ora». Trascorrono così altri quattro anni. Michèle è una donna devastata. (...) «Sono tornata in Liguria. Ho affidato la bambina a una famiglia di amici.

(Sic! Affidataria...) Ho chiesto loro di tenerla qualche settimana: il tempo perché potessi riposarmi, rimettermi in pista. Loro, dopo due mesi, si sono allarmati e hanno avvisato i servizi sociali. Sono intervenuti i magistrati».


E’ l’agosto 1987. A Michèle arriva una lettera del tribunale dei minori di Genova: «Dovevo presentarmi per difendere il mio diritto di maternità». Michèle non lo fa: «In quel momento l’ho capito. Era l’unico modo di salvaguardare almeno l’avvenire di mia figlia».

Da quel momento la vita della donna è una lenta discesa agli inferi, senza speranza di resurrezione. Ha ormai quarant’anni. Troppo vecchia perché i clienti facciano saltare, per lei, i tappi allo champagne. Torna in Liguria, fa la cameriera ai piani. Un amico le procura un lavoro

(Sic! Ci sarebbe tanto da raccontare...) in famiglia (italiana) in Germania. Poi svanisce anche quell’opportunità. Michèle torna in Belgio. Non ha più un soldo in tasca. «Ero praticamente in mezzo alla strada». La trovano, smarrita e tremante, gli assistenti sociali. (...) Viene ricoverata in ospedale. Le diagnosticano un melanoma. «Ha un senso dire che la malattia è stata la mia salvezza? Per me ha senso. Da quel giorno, passo dopo passo, sono riuscita a riprendere le redini della mia vita». Il sorriso di congedo è gentile. Poi si perde di nuovo, Michèle, nel suo computer. Frequenta due siti (www.sosabbandono.com e http://groups.msn.com/S-O-S-Abbandonoeadozione), cerca un contatto con la figlia. Sa che vive a Genova. «Non la cerco. Ma spero che lei voglia trovarmi. Anche cercandomi su Internet».

 

Marco Menduni

 


 

 


----- Original Message -----
From: Michèle
To: ......................
Sent: Thursday, December 23, 2004 10:22 PM
Subject: GRAZIE!!!

Ciao cara(o)......
Grazie mille per la tua cartolina, mi è arrivata oggi! Un bellissimo pensiero, e speriamo sia davvero l'inizio di una nostra nuova stretta collaborazione. Stiamo lavorando sodo per tentare di fare finalmente uscire le madri naturali dall'ombra, e ti do in anticipo questa bella notizia: a fine gennaio, saro' a Roma per partecipare a «Piazza Grande», in direttta su RAI 2. Vogliono aiutarmi a ritrovare mia figlia!

Mi spiace soltanto che tu sia ancora cosi legata(o) a Faegn perché, per me e per ....., ogni futura collaborazione con loro è ormai impossibile, ma la colpa è soltanto di loro. Mi pento amaramente di aver perso tutti quelli anni a seguirli, e ora tento di ricuperare finché la salute me lo consente. Ma stavolta riparto con dei collaboratori in gamba, e ce la faremo, vedrai!
Sono sommersa di cose da fare e di contatti, non ho tempo ancora di prendere dei contatti più personali con te, ma ci arriveremo LOL
Un bacione, e un bellissimo Natale anche a te!

Di Michèle
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Lunedì 21 luglio 2008 1 21 /07 /2008 11:41
----- Original Message -----
Sent: Monday, January 10, 2005 2:28 PM
Subject: URGENTE : "Uno Mattina" di martedi 11/10 - Dibattito "adozioni"

Gentile Redazione, 
 
Io sono una madre naturale in cerca della figlia data in adozione in Italia nel 1987. Vivo in Belgio, e non posso spostarmi perché ammalata: mi batto a fianco del sito "Astronascente" (di cui il gestore Loris Coen Antonucci  è stato invitato alla trasmissione) per il diritto alla conoscenza delle origini dei figli adottivi non riconosciuti alla nascita, ma anche perché le madri biologiche che lo desiderano possano, anche loro, un domani, ricevere notizie di un figlio dato in adozione.
 
La mia vita è stata pubblicata di recente (novembre 2004) sul Secolo XIX (articolo a cura di Marco Menduni), ho creato un sito personale 3 mesi fa dove troverete più ampie informazioni, e gestisco un forum MSN privato il cui accesso pero' rimane privato e destinato a raggruppare altri genitori naturali.
 
Mi piacerebbe poter intervenire in diretta per telefono durante la trasmissione, anche se saro' a letto con la febbre perché in cura con un vaccino anti-tumorale dagli effetti secondari pesanti.
 
I miei dati sono:....................
 
Grazie in anticipo per un' eventuale risposta.
 

De : Surnom MSNSOSAeA Envoyé : 14/01/2005 15:18
Perché non cerco più attivamente mia figlia...?
 
Una bellissima domanda che mi è stata fatta oggi sul forum di Astronascente.
Mi ha permesso di chiarire molti punti anche con me stessa. Vi copio dunque la mia risposta:

Terza ed ultima puntata...
 
Poi vengono le domande riguardo alla ricerca di mia figlia... Le più delicate... perché le risposte potrebbero ferire la sensibilità di molti figli adottivi, e percio’ non desidero allargarmi troppo in pubblico su queste cose. I dibattiti più intimi, tipo questo, si svolgono sul mio gruppo privato, al quale ti darò ovviamente il benvenuto se ti farà piacere parteciparvi.
 
Comunque, nelle grandi linee, ti posso dire questo:
 
- non la cerco attivamente, perché lei è stata riconosciuta alla nascita, e che fra 3 anni, la legge le consentirà di rintracciarmi.
 
- non la cerco attivamente, perché sta di fatto che “non tutti i figli” vogliono sapere, che molti figli vivono la loro adozione serenamente, e che non mi sento il diritto di andare a “piombare” all’interno di una famiglia che forse non ne vuole sapere assolutamente nulla di me... mia figlia compresa.
 
- non la cerco attivamente, perché penso che 22 anni non sia un’età ancora sufficientemente matura per affrontare certe scoperte e certe verità che, temo, possano fare forse più del male che del bene, e che, di conseguenza, più gli anni passano per rimandare un incontro tra noi, meglio è.
 
- non la cerco attivamente, perché “ritrovarla” non è un’esigenza profonda mia. Io sono in sofferenza per tante cose della vita, ma non per questa separazione forzata dagli eventi da mia figlia, che ormai è una figlia mia soltanto per via di fattori ereditari, e niente più.
 
Tu devi vedere in me non “una madre”, ma piuttosto “un difensore” di una causa che ritengo giusta, perché sono convinta che il fatto di tenere nascosto le proprie origini biologiche ad un individuo sia molto più distruttivo che costruttivo.
Io ora lotto a fianco a voi, non per me né per mia figlia, ma per tutti voi figli adottivi senza radici, perché ritengo che privare un individuo dalla sua identità biologica e dalla verità sia una cosa del tutto disumano.
 
- non la cerco attivamente, perché, come la maggior parte delle donne che ha rinunciato ad un figlio, ho sofferto molto “ai miei tempi”, ma poi “ho rimosso” ogni forma di sentimento, ho voltato pagina...
 
Oggi desidero soltanto poter “proteggerla a distanza” piuttosto che veramente poter “riabbracciarla”... Vorrei poter informare i suoi genitori dei rischi che corre sul piano della salute, a fine di prevenzione, vorrei poter farle avere il suo “album di famiglia”, a fine di rassicurarla sulle sue origini (che sono, se cosi si può dire, di sangue buono), farle sapere del nostro percorso di vita insieme, di chi è suo padre, e di altre cose segrete che deve sapere soltanto lei...

Ma, tutto questo, preferirei poterlo fare da lontano, invece che in un “faccia a faccia”... che rischierebbe di ferirla ancora di più...
 
Ma è anche ben probabile che questa forma di voler ritrovarla “pure mantenendo le distanze tra di noi” allo scopo di proteggerla, sia, tutto sommato, anche essa una prova “d’amore biologico”... Ma a modo mio...
 
Ecco, carissima M..., perché, come ho scritto sui giornali (e come, con coerenza, ripeto da anni), mia figlia, la sto “aspettando”, ma non la sto “cercando”...
 
Vorrei poi concludere con questa mia convinzione personale in quanto al fine dell’adozione:
 
Cio’ che lega due persone in generale, ed in questo caso, un genitore ed un figlio, è “il condividere”.

- Con i genitori adottivi si condividono tutti i vari tipi di sentimenti (di amore, di affetto, di complicità, di rispetto, ecc), le gioie e i dolori, le idee, i progetti, tutto un percorso di vita...

- Con i genitori naturali si condividono tutti i geni ereditari che scorrono nel sangue di un individuo, la fisionomia, la trasmissione di tutta una serie di altri vari fattori fisici e fisiologici.


È assurdo voler cancellare l’importanza del ruolo della madre naturale durante il processo di crescita di un figlio adottivo: tutte e due le madri fanno parte integrante della sua vita

Perché un’adozione del tutto riuscita si costruisce in tre, non in due!


 
----- Original Message -----
From: Michèle
To: .................................
Sent: Friday, January 14, 2005 10:29 PM
Subject: Il tuo msg sul forum

Ciao ..........,

........... Capisco che la tua posizione non è facile e che sarebbe nell'interesse di tutti che si collabori davvero tutti insieme, ma per questo è anche davvero troppo tardi. L'Italia è grande e c'è spazio per 2 associazioni diverse. In Francia sono più di dieci e ottengono lo stesso dei risultati in termini di ritrovamenti (purtroppo, in termini di leggi, un po' meno)... Noi stiamo lavorando moltissimo per mandare avanti una lotta e una forza nuova, molto diversa da quella di Faegn, e stiamo mettendo in moto a grande velocità tutto quello che loro non hanno saputo fare in tutti questi anni.

Le domande da te sollevate sono di grande interesse, ma vanno dibattute tra di noi, cioè sul gruppo privato, perché è li' che troverai le persone su di chi so di poter contare e che ti possono essere di aiuto per sostenerti, ed è li' che costruiamo le basi delle nostre azioni comuni.

Il tuo messaggio è dunque benvenuto sul forum privato (e gentilmente rispettando le classifiche delle varie bacheche, in modo che rimangano sempre di facile navigazione e consultazione per i nuovi arrivati (e che non si trasformi in un casino come quello di Faegn!)...
togliendoci pero' anche il nome di Faegn che non voglio più vedere nominato da nessuna parte sui i miei spazi. Ormai ognuno per la sua strada... e penso sia meglio che non si incrocino... perché sai che se devo "attaccare" non me lo faccio dire due volte LOL .-))))

Detto questo, CERTO CHE TI AIUTO PER LE TRADUZIONI!! E per altro se posso. Non ti dimenticare pero' che ho ripreso la lotta solo 3 mesi fa e che parto praticamente da zero, sempre tutta da sola come madre naturale. Ma una lotta mediatica la posso fare anche dal Belgio e dal computer, non c'è bisogno di essere in Italia per questo (guarda Nathalie Margiotta che gestisce tutto - sito, 2 forum e associazione - dall'Etiopia!) e li, siamo già sulla buona strada!

A presto per delle belle notizie credo...
Michèle
 

Da: Soprannome MSNSOSAeA                                                                                                                                Inviato: 02/04/2005 13.05
 
Carissima N...,
 
Ti ringrazio per la tua testimonianza: hai espresso e riassunto molto bene i vari sentimenti e bisogni psicologici fondamentali che accomunano quasi tutti i figli adottivi. Ho creato questo sito perché, io personalmente, ne ho preso coscienza già da molto tempo; ma purtroppo, fin’ora, sembro essere l’unica...
E riuscire a capirvi è stato un cammino lungo e faticoso anche per me, credimi: i nostri due mondi sono spesso cosi lontani e diametralmente opposti

A me, le ragioni per cui una donna possa abbandonare un figlio e poi non fare nulla per ritrovarlo mi appaiono cosi evidenti e già cosi ben’ evidenziate da tutte le persone specializzate nel campo dell’adozione da decine anni, che non capisco come fate voi a non capirle.
 
Ma ogni storia (adottiva o biologica che sia) è a sé, non ci sono regole, una spiegazione che fa per l’uno non fa per l’altro.
 
Io non detengo la verità, e come te posso soltanto fare un sacco di ipotesi e supposizioni. Perciò, su questo sito (link) faccio in modo di fornirvi delle risposte fondate esclusivamente su delle storie vere (e non frutto dell’imaginazione o di fantasmi), raccontate da queste prime protagoniste della storia che sono le vostri madri biologiche (e che non sempre si possono chiamare “mamma”), o fondate su degli studi condotti da veri esperti (autori, sociologi, psicoterapeuti, inchieste governative o giornalistiche “serie”, ed altro...), perché nell’attesa di ricevere altre testimonianze “in diretta” da altri madri di nascita, mi sembra che questa sia la maniera più concreta e più obiettiva di darvi delle risposte.
 
Per quanto riguarda la tua storia personale, il mio sentimento è che, sicuramente, al momento della tua nascita, la tua mamma non aveva “l’intenzione” di abbandonarti, visto che ti ha riconosciuta e tenuta con sé per un pò. Se non, lo avrebbe fatto subito dopo il parto.
Ma poi, cosa le sarà successo? Soltanto lei può saperlo, e non sta agli altri giudicarla, non ha commesso nessun crimine: al contrario, ti ha dato alla luce...
 
Ricordati comunque che una donna che lascia un figlio è sempre “la prima” vittima della storia, in quanto si sarà più che probabilmente ritrovata “in quel brutto momento” (perché ritrovarsi accidentalmente incinta, in un momento sbagliato ed in condizioni non adeguate, di un figlio non desiderato, non è né una gioia, né “un dono”, né “una benedizione dal cielo”.. ma piuttosto una vera e propria tragedia!!), disperatamente “abbandonata” da tutti quelli che la circondavano in quel momento.
 
Dopodiché ci sono le mamme che non dimenticano mai, e ci sono le mamme che vogliono dimenticare subito e in fretta; ed infine, ci sono quelle che, come me, “hanno finito per dimenticare”.
Ci sono quelle che cercano per tutta la vita, e ci sono quelle che non cercheranno mai e che addirittura “chiuderanno il portone a vita”, anche nel caso in cui venissero ritrovate dai loro figli.
Ed infine, ci sono "quelle della via di mezzo", che come me, non cercano attivamente, ma che, più per senso del dovere che per amore o per richiamo del sangue, lasciano la porta aperta ad un eventuale ritrovamento, senza sapere cosa ne verrà fuori...

Con questo, il quadro non è ancora del tutto completo, perché bisognerebbe anche aggiungerci tutti i gravissimi casi sociali o psichiatrici, i casi di malattia o morte prematura... ma lasciamo da parte queste situazioni del tutto particolari.
 
Spero con tutto il cuore che la tua appartenga alla prima categoria, perché in tale caso, dato la tua giovanissima età, hai tutte le probabilità di ritrovarla un giorno. Prima o poi scoprirà il potere gigantesco dell’Internet... e ci troverà!

Noi lavoriamo perché questi vostri appelli finiscano per arrivare “anche fino alle mamme della terza categoria”, la strada sarà un pò più lunga, ma vedrai che prima o poi ce la faremo!
 
Ma se purtroppo “lei” dovesse invece appartenere alla seconda categoria... allora, sarà meglio tentare di metterti il cuore e l’anima in pace facendo anche te, come lei, “una croce definitiva sul passato”, rassegnandoti e trovandoti tante altre belle ragioni di vivere, perché contro “quella” realtà, non c’è verso che tenga, vai diritto contro il muro...
 
Prenditi il tempo di leggere attentamente tutti i messaggi che pubblico su questo sito, vedrai che ci troverai già un mucchio di risposte...
 
Una mamma che non cerca ma che fa in modo di farsi trovare.



Da: Soprannome MSNSOSAeA                                                                                              Inviato: 14/05/2005 13.05
 
 
Cara N....,

Anche se detesto questo genere di messaggi personali, mi sento in dovere di risponderti, perché non vorrei che il mio silenzio venisse frainteso o che pensassi che i tuoi interventi non mi siano piaciuti, tutto al contrario! Sei e sarai sempre benvenuta da me, perché ogni tuo singolo post è sempre interessantissimo, e ti posso assicurare che, se avessi più tempo a disposizione, sarei felice di potermi fare delle lunghe chiacchierrate molto più approfondite con te (anche se, secondo me, servono a poco perché alla fine ognuno resterà comunque sulle proprie posizioni): ma purtroppo, questo maledetto tempo, non ce l'ho. Percio', qui mi limito ad "informare e a documentare", e niente più (vedi pagina "regolamento", penso mi ci sia espressa molto chiaramente).

Mi piace molto il tuo modo di esprimerti e di analizzare le situazioni, dal tuo punto di vista ovviamente. Volevo solo dirti che io non ho «studiato» assolutamente nulla (magari l'avessi fatto, non mi sarei trovata tante volte senza un lavoro e quasi in mezzo alla strada!), ho soltanto letto - e continuo a leggere ogni giorno - talmente tante testimonianze e storie di figli adottivi sia «in diretta" sul Web e/o in privato che sui giornali, che penso di essere ormai sufficientemente «arricchita» e preparata per poter capirvi... Ma sempre solo «fino a un certo punto»... visto che apparteniamo sempre a due mondi estremi e per conto mio, radicalmente opposti che non si capiranno mai, o molto raramente. Lo dimostra anche la piccolissima percentuale di riuscita in caso di ritrovamenti o di tentati ricongiungimenti affettivi...

Vediamo dunque ora di esplorare anche un po' il misterioso mondo delle madri biologiche, perché io sono curiosa quanto te di scoprire le loro storie e le loro motivazioni.
Ho attualmente decine e decine di pagine (tra articoli, storie, testimonianze, e notizie) che dormono nel cassetto perché in attesa di traduzione, e non è perdendo tempo a polemizzare o a filosofare che potro' mai andare avanti. Per questo ho chiuso la porta alla comunicazione. Qui c'è bisogno di lavoratori e non di pensatori... Ci sono mille cose da fare. Tante teste, ma poche mani che si attivano... Quindi, se hai voglia di renderti utile, c'è posto anche per te!   

Ti posso anche assicurare che ho il massimo rispetto per la vostra sofferenza, che comprendo perfettamente il vostro dolore (e solo per questo ho lanciato degli appelli a mia figlia, perché io personalmente non sono in sofferenza, bensi sollevata di saperla (visto che sono riuscita a saperlo) al riparo di tutte le disgrazie e difficoltà materiali ed esistenziali che io e te abbiamo attraversato) e che intratengo delle bellissime corrispondenze private con molti di voi. Non fidarti mai delle apparenze...
Un bacione, magari ci risentiremo più avanti, io provo a tornare alle mie tradu
zioni!


----- Original Message -----
From: Michèle
To: ..............
Sent: Saturday, June 11, 2005 5:36 PM
Subject: "Migrazione" progressiva...

Ciao a tutti,

Voglio informarvi che piano piano il mio gruppo MSN privato verrà soppresso perché dato il continuo aumento di contatti privati e data la rapida espansione che la nostra lotta comune sta prendendo - specie tra Francia e Italia - non mi è più possibile assumere sempre tutte le traduzioni di tutti i testi, articoli o annunci interessanti da pubblicare in due lingue diverse. Percio' certe cose verranno ancora tradotte, altre no, ma il tutto si raggrupperà su di un solo ed unico gruppo, quello pubblico.

La versione francese sta iniziando, e riunirà i lettori sia di lingua italiana che di lingua francese.
Chi resta interessato a seguirmi, viene dunque invitato a «migrare» su  SOSA&A (link). Questo gruppo sarà l'unico ad essere regolarmente aggiornato.

Un caro saluto a tutti


----- Original Message -----
From: Michèle
To: .........................
Sent: Friday, December 09, 2005 10:58 AM
Subject: Re: Urgente!

Mi spiace, ma ti leggo solo stamattina, ieri ho spento il computer per guardarmi la TV, ma ai soliti orari serali (dopo le 19:00 per spendere meno) puoi sempre chiamarmi. Puoi chiamare quando vuoi, tutto al più esco fare un po' di spesa. Spero non si tratti di nuovo di farmi venire d'urgenza in TV, perché lo sai che fra poco saro' in ospedale (non conocsco ancora la data)
@+


 ----- Original Message -----
From: Michèle
To: ..........................
Sent: Sunday, December 11, 2005 7:37 PM
Subject: Mi figlia

Ciao a tutti e due,

Ecco le mie prime reazioni dopo la notizia che mi avete dato e che, come lo prevedevo, mi ha procurato più rabbia e noia che gioia, dato che non è mai stato nelle mie intenzioni cercare attivamente mia figlia, ma come ho ripetuto mille volte, di aspettare che lei mi cercasse.

Sento la notizia più come una sentenza di morte che si avvicina (anche perché arriva insieme a questa mia ricaduta) che come un felice evento perché ho sempre avuto il sentimento e la convinzione che avrei trovato mia figlia prima di morire, come se questo fosse la sola ed unica cosa che mi restava da fare prima di partire e per riscattarmi di tante cose della vita.

Qua sotto, troverete il testo che ho difuso in privato tra le persone che conosco e che riflette esattamente il mio pensiero.

Per quanto riguarda il seguito da dare a questa vicenda, non autorizzo nessuno ad entrare in contatto diretto con mia figlia né tanto meno a farle sapere nulla di tutto questo. Quando me la sentiro' e che mi verrà l'ispirazione giusta, scrivero' alla sua madre adottiva che è la sola persona ad avere il diritto di intromettersi nella vita di Eleonora e che saprà, meglio di chiunque altro, se è il caso di andare a scombussolargliela o meno.

Se si riesce a non perdere le sue traccie e seguirla a distanza e nell'ombra, ovviamente questo mi farà piacere, ma una notizia simile rischierebbe anche di farle perdere il lavoro! E poi, ho ormai troppi esempi di ricongiungimenti falliti (più dell' 80%), ed in modo traumatico (con madre e figlia che dopo devono ricorrere a dei psicoterapeuti per venirne fuori), per permettere che questo avvenga un'altra volta. E ho le mie buone ragioni per pensare che questo sarà una nuova tragedia per mia figlia e non una gioia.

Ben almeno, ora so a chi mandare e indirizzare il mio testamento, solo quello volevo, niente altro...

Ancora non so se devo ringraziarvi o meno, mi ci sono voluti anni di pianti per sotterrare il passato che, come previsto, ora torna a galla, ma è su la mia sofferenza personale che piango, e questa sofferenza non ha nulla a che fare con mia figlia a cui ho rinunciato non per amore, ma con grande sollievo. Per ora, quello che mi sento di dire, è grazie per avermi rovinato completamente il Natale.

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Il testo:

L’altro ieri sera mi è arrivata una telefonata dall’Italia: l’equipe “Astro Nascente” ha ritrovato mia figlia!
 
La notizia non mi entusiasma più di tanto, direi anche che mi lascia di ghiaccio, poiché resto fedele a me stessa, alle mie idee e ai miei principi di sempre in merito all’argomento: avrei voluto che sia lei a cercarmi e a trovarmi, e non il contrario, e non ho chiesto a nessuno di fare ricerche per me. Per me, la scelta del figlio di voler cercare e conoscere la propria storia o meno (in primo luogo) e il rispetto della famiglia adottiva (in secondo luogo) devono passare prima di qualsiasi altra cosa. Tanto più che, nel mio caso, non ho veramente nulla di piacevole da dire a mia figlia. Percio’ sono molto scettica in quanto ad andare a sconvolgerle la vita un’altra volta.
 
Eccomi dunque nello stesso pasticcio di tanti altri: cosa fare per fare bene...? Per fortuna, e contrariamente a tante altre persone che cercano, non nutro nessuna illusione riguardo all’esito di quel eventuale futuro rincongiungimento. Una porta si è chiusa definitivamente
18 anni fa, un’altra porta forse si aprirà, ma in nessun caso ci puo’ essere continuità tra le nostre storie e vite respettive. Il taglio c’è, e resterà per sempre.

E se “lei” non sapesse di essere adottata? In tutti questi anni, lei non mi ha mai cercata: quali sono i suoi motivi? Avro’ il diritto di imporrle una verità nonché una storia molto pesante da sentire e da digerire che forse per ora non desidera nemmeno conoscere? Mi pongo queste domande domande da anni, ed ora che mi ritrovo di fronte alla prova della verità, nulla cambia, non sento né nulla di più, né niente di meno di prima, neanche un bricciolo di emozione, né ho voglia di entrare in contatto diretto con lei.

Sono nel più assoluto diniego di maternità sul lato affettivo e biologico, resto convinta che questo ritrovamento sarà un fallimento e, sopratutto, un nuovo dramma per mia figlia.
 
Sapere dov’è per poterle consegnare un domani il suo “album di famiglia” quando io non ci saro’ più era il mio scopo principale e cio’ mi bastava ampiamente. Procederò dunque soltanto per la sua madrina di battesimo (la mia migliore amica da
25
anni) e per altre persone che l’hanno conosciuta da piccola e che la accoglieranno a braccia aperte con tanto più “amore” di me.
 
Ho sempre detto e pensato che la ricerca delle origini era una cosa splendida quando tutte e due le due parti si cercano, ma che in una ricerca “a senso unico” il rischio di dare vita ad una nuova tragedia è molto elevato. Mi aspettavo di essere trovata, poiché allora sarebbe stata la “sua” scelta, la “sua” esigenza profonda, ma non che la si trovasse per me.

Dunque per ora, non succederà niente, non ho neppure voluto sapere il suo N° di tel. (cioè, quello della sua madre adottiva con chi hanno già parlato al telefono, con una scusa naturalmente). Ora so che le hanno lasciato il suo nome di nascita, Eleonora, e che lei già lavora, si conosce il nome della ditta dove lavora, ma sembrerebbe che sia sul punto di trasferirsi altrove, percio' se contatto ci dovesse essere, il tempo stringe; altrimenti si corre il rischio di perdere nuovamente la sua traccia...

Per ora, la mia mente e il mio cuore sono sempre di ghiaccio: nessuna gioia, solo molta apprensione. Penso solo a non farle del male un’altra volta, e resto fin’ora convinta che non dirle niente è il modo migliore per proteggerla. 22 anni, non è l’età giusta per poter smaltire senza danni certe penose rivelazioni.
 
Santo cielo, quant'è complicata la vita"...



----- Original Message -----
From: Michèle
To: ..............................
Sent: Monday, December 12, 2005 12:59 AM
Subject: Un piccolo pro memoria

Perché non cerco più attivamente mia figlia...?   (14/01/2005)

Tenendo conto di queste premesse che sono state pubblicate su 3 siti diversi, penso che la minima cosa da fare era di parlare prima con me di questo progetto di intraprendere delle richerche, e non di mettermi di fronte al fatto compiuto e tutto cio' alla mia insaputa. Non ho mai incaricato nessuno di investigare per me, se lo avesse desiderato lo avrei chiesto, e se non l'ho chiesto è perché avevo le mie valide ragioni. Per questo sono molto in collera, non si puo' prendere delle simili iniziative senza il consenso della persona interessata di cui non si sa nulla se non quel poco che viene pubblicato su di un sito web e che non rispecchia che una piccolissima parte di una vita e di una realtà.

So benissimo che tutto cio' partiva da un bel sentimento di generosità, ma il male è fatto lo stesso, ormai passero' le feste (...!) non solo nel dolore fisico ma anche nel più gran tormento psicologico, spero solo vi serva di lezione per il futuro.

Va ben, mi passerà, ormai non mi resta più che a preparare questa lettera che andrà a scombussolare forse drammaticamente la vita di altre persone.






Di Michèle
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Venerdì 12 settembre 2008 5 12 /09 /2008 10:43
GRAZIE AD UN COMMENTO ANONIMO, OGGI E GIORNO DI PIANTI, DI EMOZIONI, DI TANTO DOLORE E DI TANTA GIOIA!

Ci siamo ritrovate, ci stiamo scrivendo, ci stiamo scambiando le foto, ci stiamo raccontando tutto:

STORIA A LIETO FINE!!

ANONIMO, non so come contattarti per ringraziarti, lasciami un indirizzo!!



Di Michèle
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